Forlì, incubo nelle case Acer: ragazza aggredita dal vicino, il Comune valuta come agire

Forlì

Una giovane da poco maggiorenne brutalmente picchiata, finita in ospedale con un trauma cranico-facciale, numerose lesioni e tre denti fratturati (con una prognosi iniziale di quindici giorni). Un episodio drammatico avvenuto lo scorso 31 agosto a Cervia, in viale Tritone, che rappresenta tuttavia solo la punta dell’iceberg di un clima di insicurezza e forte tensione che da anni si respira all’interno delle case popolari nel centro storico di Forlì. Nel palazzo abitano sia la vittima con i suoi familiari sia il presunto aggressore, un giovane minorenne prossimo ai 18 anni, che vive con i genitori e i fratelli. Stando a quanto denunciato ai carabinieri dalla famiglia della giovane, assistita dall’avvocato Daniele Mezzacapo, l’aggressione sarebbe scattata dopo che il minore ha avvicinato la ragazza chiedendole informazioni sulla presenza del fidanzato. Da un battibecco verbale si è passati rapidamente alla violenza fisica: la giovane è stata buttata a terra e colpita a ripetizione con pugni e calci al volto. La Procura e le autorità competenti stanno ora valutando la posizione del ragazzo, già noto alle forze dell’ordine e con a carico un procedimento penale. Alla giovane è stato intanto proposto l’avvio di un percorso di tutela tramite il centro antiviolenza cittadino, misura che la vittima ha accettato di buon grado vista la costante e angosciante vicinanza con l’aggressore nello stesso immobile. «Sui fatti di Cervia sono stata informata giovedì, durante un sopralluogo agli edifici per altri motivi - afferma l’assessora alle Politiche sociali, Angelica Sansavini -. Mi confronterò sulla questione della denuncia e ci faremo guidare dalle forze dell’ordine per capire come agire. Nel caso in cui dovessero essere presi dei provvedimenti (si sta valutando se applicare il codice rosso ndr), esistono protocolli rigidi e precisi da seguire».

La vicenda, però, ha riaperto una ferita profonda tra i residenti dello stabile, esasperati da una convivenza diventata insostenibile. A più riprese gli inquilini avrebbero provveduto a segnalazioni riguardo il nucleo familiare in questione. «La complessa situazione di queste palazzine da parte nostra è molto attenzionata - conclude Sansavini -. Abbiamo un regolamento molto obsoleto, che risale a 25 anni fa, e che probabilmente andrà aggiornato rispetto alle condizioni di ulteriore fragilità che ci sono oggi. Detto questo, con Acer siamo al lavoro per capire come intervenire per favorire una pacifica convivenza all’interno delle palazzine».

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