È una fine di febbraio fitta di eventi per Forlì: viene ufficialmente inaugurata infatti la ventunesima “Grande mostra” organizzata dalla Fondazione Cassa dei Risparmi in collaborazione con il Comune di Forlì al Museo San Domenico. Ma aleggia anche l’attesa al cardiopalma per l’audizione a Roma di giovedì 26, quando una rappresentanza di Forlì e Cesena esporrà davanti alla commissione guidata da Davide Maria Desario, i punti forti del dossier per la candidatura a Capitale italiana della cultura nel 2028.
“Barocco. Il gran teatro delle idee” con duecento opere esposte, al Museo San Domenico di Forlì dal 21 febbraio al 28 giugno «è una sfida a raccontare attraverso una sintesi coerente - commenta Gianfranco Brunelli, direttore di questa come delle altre “Grandi mostre” forlivesi - una cultura insofferente alla sintesi, contraddittoria e inquieta. Luciano Anceschi lo definiva “l’inquietudine della forma”: la mostra di Forlì non solo riguarda il Barocco, è barocca, raccontando come questa tensione emotiva ed estetica da Pergamo arrivi al Novecento, all’eclissi di Dio degli anni Venti e Trenta, mantenendo la sua fisionomia: con tratti diversi».