Forlì, inaugura la nuova chiesa dei Romiti

Forlì

Sarà il vescovo di Forlì-Bertinoro monsignor Livio Corazza a presiedere, domenica 29 marzo ai Romiti, la Messa delle Palme, che rimarrà agli annali come l’evento inaugurale della nuova chiesa parrocchiale dedicata a San Paolo VI. Il programma prevede per le 10.30 il ritrovo dei fedeli nella vecchia chiesa di Santa Maria al Voto, da cui scaturirà la breve processione verso il nuovo centro di culto.

Nel frattempo, a nome del raggruppamento Cavejastudio e architetto Romano Pretolani, vincitori nel 2015 del concorso nazionale bandito dalla Cei per la “Progettazione del nuovo centro parrocchiale del quartiere Romiti a Forlì”, l’architetto Alessandro Pretolani lancia un appello: «Non giudicate l’opera prima di averla vista completa». Il giovane professionista fa una premessa doverosa: «Dopo una selezione a curriculum tra oltre cento studi, il team di professionisti di cui faccio parte aveva partecipato alla prima fase del concorso, qualificandosi tra i dieci elaborati ammessi alla seconda tornata». Alla fine, il progetto “Ad Infinitum” ha ottenuto il consenso sia della giuria tecnica, che della commissione parrocchiale, aggiudicandosi il primo posto. L’invito di Pretolani a non giudicare l’opera prima del suo completamento, fa riferimento al punto focale del progetto del nuovo centro parrocchiale dei Romiti: la visione d’insieme: «Il nostro elaborato - dichiara il giovane professionista - ha convinto la giuria e i 15 parrocchiani riuniti in commissione, proprio per l’architettura del complesso, che si configura mediante una forma concava che richiama antiche esedre di origine romana e genera uno spazio pubblico che ispira un senso di accoglienza. Aula liturgica e centro parrocchiale sono coesi in un tutto unitario». Quello che apparirà domani agli occhi del vescovo e dei (presumibilmente) tanti fedeli da tutto il vicariato che accorreranno alla liturgia inaugurale del nuovo centro, è solo la chiesa. All’appello mancano infatti oratorio, salone, canonica e altre opere parrocchiali, per un’estensione finale di tutto il lavoro di ben 20mila metri quadri. «Con i fondi stanziati in un primo momento - continua Pretolani - si ipotizzava di realizzare gran parte del progetto (direttore dei lavori Gilberto Zoffoli, ditta esecutrice Stylcasa, ndr). Poi è arrivato il lockdown generato dalla pandemia e i prezzi delle materie prime sono schizzati alle stelle, con il risultato che è stato costruito solo il centro di culto, senza le opere accessorie».

I lavori edili, durati circa due anni, sono stati finanziati con un contributo della Cei di 2.018mila euro, con un mutuo sottoscritto dalla parrocchia di 1.090mila euro e col contributo della Diocesi di 323.800 euro. Ma c’è anche l’intervento della parrocchia di 145.565 euro, che si aggiunge ad altri 90.557 garantiti da privati. Anche Alessandro Pretolani, al pari del parroco dei Romiti, don Loriano Valzania e dell’intera comunità, auspica il riavvio del cantiere per l’esecuzione degli altri stralci di progetto, entro quest’anno.

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