Una commissione fiume, convocata con un obiettivo preciso: fare chiarezza sulla massiccia concentrazione di impianti Bess (i sistemi di accumulo elettrico a batteria) previsti nella zona di via Oraziana.
Sul tavolo ci sono tre macro-progetti che, complessivamente, superano i 270 Mw di potenza, destinati a ridisegnare la mappa energetica delle campagne tra Durazzanino, Malmissole e Poggio.
A tracciare il quadro dettagliato dello stato d’avanzamento delle richieste è stata Arpae (l’Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia), interpellata direttamente per fare luce sulle autorizzazioni e per rispondere ai timori dei residenti. Come noto, i tre procedimenti viaggiano a velocità decisamente diverse. Il progetto più avanzato è quello di Sphera Nordea srl: un impianto da 120 Mw su 3 ettari di terreno che ha già ottenuto il via libera definitivo dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) nel 2025. Per questa struttura, una volta ottemperate le ultime prescrizioni, i cantieri potrebbero partire a breve. Gli altri due progetti sono invece ancora in fase istruttoria sotto la lente di Arpae. Rne 19 srl prevede un impianto da 100 Mw su 3,5 ettari di terreno, per il quale è già stata indetta la Conferenza dei servizi. Al momento, tuttavia, il procedimento è sospeso in attesa che l’azienda presenti le integrazioni documentali richieste. Arancia Energy srl, invece, vorrebbe realizzare un impianto da 50 Mw di picco in un’area di poco meno di un ettaro, per il quale è appena stata avviata la fase di verifica della completezza della documentazione, il primissimo step burocratico previsto dalla normativa.
I tempi di queste procedure sono scanditi per legge: la Conferenza dei Servizi ha 120 giorni di tempo dalla prima riunione per rilasciare l’autorizzazione unica, al netto di eventuali stop per richieste di integrazione, come accaduto per Rne 19. In sostanza, dopo la proroga di 90 giorni concessi al proponente (scadranno il prossimo 7 settembre) ci saranno ancora 101 giorni per chiudere la Conferenza dei servizi. Nel frattempo, comunque, possono essere presentate osservazioni. La concentrazione di così tanti Megawatt in un’area ristretta ha sollevato non poche preoccupazioni tra i residenti e all’interno del Comitato cittadino, allarmati per i potenziali rischi da inquinamento elettromagnetico e acustico.
Da Arpae sono arrivate le prime rassicurazioni. «Non sono stati rilevati elementi di criticità», spiegano alcuni rappresentanti dell’Agenzia intervenuti, sottolineando che nel percorso autorizzativo sono state comunque inserite prescrizioni vincolanti per il parere favorevole. Per garantire la massima sicurezza della popolazione, l’ente ha già annunciato una vigilanza stringente a impianti accesi: «A fronte di ciò, ci impegneremo a controlli post-opera per verificarne la reale messa a terra, conclude Arpae.
Dopo la Commissione di ieri si comincia a delineare il quadro complessivo, anche se a giudicare dagli umori restano ancora aperti troppi dubbi visto la tecnicità delle risposte ricevute.