Forlì, impianti Bess nelle frazioni: oggi la Commissione

È il giorno più lungo per il futuro energetico e ambientale delle frazioni forlivesi. Oggi i riflettori sono tutti puntati sulla Commissione consiliare (i cittadini potranno seguirla sul canale Youtube del Comune dalle 16), convocata per analizzare l’impatto dei nuovi e massicci impianti di accumulo elettrochimico Bess che dovrebbero sorgere in via Oraziana, a ridosso della stazione Terna. Un’occasione cruciale durante la quale gli esperti di Arpae e Ausl siederanno al tavolo per chiarire gli effetti di queste installazioni sulla salute pubblica e sull’incolumità dei residenti.

I timori dei cittadini

La tensione sul territorio resta altissima. Il Comitato cittadino di Poggio, Malmissole e Durazzanino ha rinnovato con forza il proprio grido d’allarme per quella che definisce una «crescente e insostenibile concentrazione» di infrastrutture energetiche in un’area già pesantemente gravata dalla presenza del biodigestore. Nei giorni scorsi, il Comitato ha inviato a tutti gli enti competenti un corposo documento di osservazioni formali, supportato da uno studio scientifico dell’Università di Padova (commissionato da Mase e Ispra) che chiede una valutazione d’impatto complessiva e non disgregata dei singoli progetti. Le perplessità sollevate dai cittadini e già portate all’attenzione degli assessori Giuseppe Petetta e Luca Bartolini non sono fumose, ma poggiano su precise criticità tecniche ed evidenze scientifiche. «Il pericolo principale delle batterie al litio è il cosiddetto thermal runaway (instabilità termica)», si legge nelle osservazioni. Secondo lo studio dell’Università di Padova richiamato dal Comitato, un eventuale incendio genererebbe esplosioni e il rilascio in atmosfera di gas altamente tossici o letali, come l’acido fluoridrico, il monossido di carbonio e metalli pesanti. Il Comitato attacca le scelte dei proponenti che hanno previsto saracinesche di sovrapressione per spingere i fumi all’esterno tramite ventole: «Una chiara ammissione della sussistenza del rischio. I fumi verrebbero abbandonati a “dove li porta il vento”, minacciando i residenti e rischiando di contaminare irreversibilmente i terreni agricoli». Preoccupa anche lo scarico nei fossi agricoli delle acque usate dai Vigili del Fuoco per il raffreddamento, presumibilmente contaminate e l’impatto acustico delle basse frequenze.

Il nodo

Il punto centrale del dibattito odierno riguarderà il rispetto delle distanze minime dalle abitazioni. Il Comitato invoca l’applicazione dell’Articolo 16 della Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n. 5 del 29 maggio 2026, che impone una fascia di rispetto di 500 metri dalle zone urbane residenziali (e di 1 km dai recettori sensibili) per gli impianti “stand-alone” collegati direttamente alla rete nazionale, proprio come quelli di via Oraziana e Malmissole. «Attualmente, i progetti presentano distanze dalle case comprese tra appena 32 e 149 metri - fa presente il Comitato che chiede un riesame rigido -. Inoltre, nel raggio di un chilometro si trovano strutture con persone estremamente fragili: la comunità alloggio per anziani “Villa Virgilio”, la comunità di recupero “Papa Giovanni XXIII” e la cooperativa sociale “I Tragitti”. Come si intende gestire un piano di evacuazione d’urgenza per queste persone?».

Scendono in campo i campioni

Dopo Loris Reggiani, attuale presidente pro tempore del Comitato, è sceso in pista anche l’ex campione di motociclismo Andrea Dovizioso, residente nella zona e iscritto al Comitato. «La preoccupazione per il progetto di installazione delle tre Bess concentrate nella nostra zona è molto forte - ha dichiarato Dovizioso -. Sono nato e cresciuto a Forlì, qui ho la mia casa, la mia famiglia e la mia vita. Mi aspetto che il sindaco e tutte le istituzioni competenti valutino questo progetto con la massima attenzione, tutelando la salute, la sicurezza e la qualità della vita di tutti noi».

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