La preoccupazione palpabile da diverso tempo tra i vicoli e le case di campagna, ma ora la rabbia e la paura dei residenti hanno trovato una nuova voce ufficiale. Dopo la nascita del Comitato cittadino, si è costituito formalmente il “Comitato del Basso Forese”, un’associazione spontanea nata dalla ferma volontà dei cittadini di organizzarsi per tutelare la sicurezza, la salute pubblica e l’integrità di un territorio che sente di aver già dato troppo.
Al centro della protesta c’è la frazione di Durazzanino e, nello specifico, il destino di via Oraziana. Una strada che rischia di trasformarsi in una polveriera ad alta densità tecnologica e industriale. Il contesto attuale presenta infatti già un elemento di forte criticità: la presenza di un impianto di produzione di biometano classificato con zone Atex, ovvero ad alto rischio rilevante di incendio ed esplosione, situato proprio a ridosso della stazione elettrica Terna.
A questo scenario, già estremamente delicato, si aggiunge ora la prospettiva di un nuovo insediamento: un maxi impianto di accumulo energetico a batterie (Bess) da ben 120 Mw, proposto dalla società Sphera Nordea. Il progetto prevede la collocazione della struttura esattamente sul fronte opposto di via Oraziana, a brevissima distanza dall’impianto a biometano di recente trasformato e ampliato.
Per i residenti e i tecnici del neonato Comitato, la “matematica” della sicurezza non torna. «La coesistenza e la stretta vicinanza tra un sito a rischio esplosione (Atex), uno snodo elettrico strategico e un sistema di accumulo di energia di tali dimensioni configurano una potenziale e spaventosa minaccia di effetto domino in caso di incidente», sostiene il Comitato. Una prospettiva ritenuta intollerabile per la frazione, aggravata dal fatto che nell’area adiacente sorge una comunità alloggio che ospita persone anziane e fragili. «Si tratta di soggetti vulnerabili - prosegue il neonato Comitato - che necessitano dei più stringenti standard di tutela e di piani di evacuazione speciali, immediati e collaudati, difficili da attuare in uno scenario di emergenza complessa.
Tutto questo aumenta il senso di abbandono e la preoccupazione dei cittadini per l’incolumità pubblica. Dal Comitato del Basso Forese si leva dunque un appello urgente alle istituzioni politiche e amministrative: « Si auspica una tempestiva rivalutazione di questa allarmante e pericolosa concentrazione di impianti industriali stipati in pochissimi metri di strada. La sicurezza del territorio e delle vite che lo abitano deve tornare a essere la priorità assoluta».
Bagarre in Consiglio comunale sul tema. Pd e M5S presentano una mozione per vincolare il parere del Comune in Conferenza dei servizi. Il documento chiedeva il rispetto delle fasce di tutela, l’adozione delle migliori tecnologie antincendio (Bat) e valutazioni rigide sull’effetto cumulo. Infine, la mozione impegna la giunta a destinare tutte le compensazioni economiche a opere pubbliche nelle frazioni colpite. Il centrodestra presenta un emendamento per modificare l’impianto della mozione stessa. Ad ogni modo, l’emendamento viene approvato con i soli voti della maggioranza, mentre la mozione emendata non viene approvata perché l’opposizione esce dall’aula e viene meno il numero legale.