Se da un lato il sindaco Gian Luca Zattini si è impegnato in prima persona a scrivere ad Arpae, dopo che da settimane la comunità locale si sta mobilitando con decisione per impedire la realizzazione di tre impianti energetici previsti lungo via Oraziana a ridosso delle abitazioni residenti, dall’altro il Municipio prova a muoversi d’anticipo per evitare che situazioni analoghe si ripetano in futuro.
La giunta comunale ha infatti approvato un piano d’azione per fissare criteri più rigidi e trasparenti, con l’obiettivo primario di contrastare la concentrazione di più impianti nella medesima area (il cosiddetto “effetto cumulo”). Nel 2025 una delibera aveva introdotto le prime linee guida operative per definire le misure di compensazione ambientale e territoriale legate ai nuovi impianti di energia rinnovabile, ai sistemi di accumulo e alle relative opere di connessione. Tuttavia, le recenti modifiche legislative introdotte a livello nazionale hanno riscritturato le soglie economiche delle compensazioni destinate ai Comuni. Se in precedenza per le autorizzazioni uniche il Municipio aveva scelto di applicare il massimo (ovvero il 3% dei proventi dichiarati sulle compensazioni), ora la forchetta oscilla tra l’1% e il 4% del valore economico della produzione attesa a seconda della tipologia di impianto.
A questo punto, però, gli uffici comunali forlivesi hanno fatto di più. In risposta a questo nuovo quadro legale e all’evoluzione della giurisprudenza - che impone una valutazione puntuale e proporzionata del singolo intervento - si è ravvisato la necessità di creare un sistema di valutazione articolato su sei tematiche chiave di primaria importanza: il consumo di suolo e quindi l’impatto sulla superficie agricola e naturale; gli effetti sull’ambiente, la potenza e la tipologia dell’impianto da realizzare, la superficie e l’estensione dell’opera; la distanza dalle abitazioni e l’effetto cumulo. «Siamo tra i primi Comuni a esserci mossi in questa direzione - dice l’assessore all’Urbanistica, Luca Bartolini -. Una volta compilato questa sorta di questionario, le dichiarazioni del soggetto proponente verranno verificate e inserite in un algoritmo che calcolerà la percentuale di onere di compensazione da versare al Comune. Non solo, tutti i dati presentati verranno sottoposti al controllo della Conferenza dei servizi per capire se la proposta è credibile».
Insomma, una modifica che, secondo il Municipio, dovrebbe provare a mettere un freno alle richieste. «Poprio per evitare un eccesso di autorizzazioni e che capitino situazioni analoghe a quelle che si stanno verificando nelle frazioni di Poggio, Malmissole e Durazzanino, crediamo che la modifica possa essere un deterrente per i soggetti proponenti - conclude Bartolini -. Non solo, chiediamo anche che l’onere di compensazione sia versato tutto e subito al Comune e non dilazionato. Questo, quindi, richiederà un investimento consistente all’inizio per il richiedente».