Forlì. Il video-tour tra le vetrine vuote del centro diventa virale su Instagram

Dieci anni dietro il bancone di un negozio di abbigliamento nel cuore pulsante di Modena, poi la serranda si è abbassata. Ma invece di arrendersi alla crisi del commercio di vicinato, Andrea Alfarano, 34enne modenese che oggi si occupa anche di uno showroom per brand emergenti nel campo della moda, ha deciso di trasformare quella fine in un inizio, mettendosi in viaggio per raccontare lo stato di salute dei centri storici italiani, a partire da quello della sua città.

Il suo progetto, diventato un caso virale su Instagram (la pagina si chiama @andreadistanze), lo ha portato nei giorni scorsi a Forlì e a Cesena, spinto dalle segnalazioni dei suoi follower curiosi di avere un parere “esperto” sulla situazione locale. Il responso, purtroppo, non è dei più rosei. «Alfarano ha attraversato le piazze e le vie del centro forlivese, riscontrando dinamiche che accomunano molte città della via Emilia, ma con alcune peculiarità singolari che lo hanno colpito. «Sia a Forlì che a Cesena in centro c’è pochissima gente in giro - confessa Alfarano -. Quello che ho notato è che diversi locali, come bar o ristoranti, tendono a posizionare dehors, tavoli e sedie per coprire i vuoti lasciati dalle vetrine spente».

Una sorta di cerotto per nascondere le ferite di un commercio che non riesce più a tenere il passo dei giganti dell’e-commerce e delle grandi superfici periferiche. Questo è emerso chiaramente nel video postato su Instagram che ha accesso i riflettori sugli angoli di centro più segnati: come ha fatto il creatore digitale basta passeggiare in via delle Torri, corso Garibaldi, corso Mazzini, piazza Saffi, e corso della Repubblica. I dati confermano la sensazione visiva del 34enne. A Forlì si stima che negli ultimi anni abbiano cessato l’attività circa 170 negozi. Il dato più allarmante riguarda però il futuro prossimo: secondo le proiezioni, un esercizio su cinque potrebbe abbassare definitivamente la saracinesca negli anni a venire. Un’emorragia che sembra non fermarsi. «I problemi, un po’ ovunque, sono il commercio online, il costo dei parcheggi e la sicurezza - prosegue Alfarano -. A mio parere, per fermare questa tendenza, servirebbe un organo superiore, magari dell’Amministrazione, in grado di selezionare le aperture, fornire canoni di affitto controllati, chi e cosa andrà ad aprire. In questo modo potremmo avere attività dello stesso tipo aperte in posti specifici della città».

Quanto alla realtà forlivese, l’Amministrazione ha aperto un bando per incentivare l’apertura di nuovi negozi in centro storico. «Chi vuole partire spesso il budget a disposizione ce l’ha, chiede piuttosto di avere le condizioni per rimanere aperto - dice il 34enne -. Insomma, non è solo una questione economica. Ben vengano i contributi a fondo perduto, ma non possono essere la soluzione a lungo termine, cosa di cui i commercianti hanno bisogno».

Vero che a Forlì hanno chiuso diversi negozi, ma il video postato ha mostrato anche un altro aspetto: diversi utenti hanno fatto presente che ci sono realtà che invece resistono, nonostante le difficoltà in cui versa il centro storico. «La prossima sfida - conclude Alfarano -, sarà proprio quella di raccontare di tutte quelle realtà che ce la fanno e continuano ad essere aperte. Bisogna mantenere comunque alta l’attenzione sui centri storici, nascondere i problemi non serve a nulla».

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