Forlì, il ritorno dei pellegrini di pace dalla Terra Santa

Forlì

Si è concluso la sera dell’Epifania il pellegrinaggio di comunione e pace in Terra Santa. Promosso dalle Chiese di Bologna e Forlì-Bertinoro, ha visto la partecipazione di 55 persone, fra cui 28 forlivesi ed è stato guidato dal sacerdote bolognese don Stefano Ottani. Partiti il primo giorno dell’anno, in concomitanza con la marcia diocesana della pace, i pellegrini forlivesi hanno potuto visitare i luoghi santi toccati dalla parabola terrena di Gesù, fra cui il monte Sion e quello degli Ulivi, ma anche vissuto la preghiera al Muro del Pianto e la messa alla Basilica del Santo Sepolcro. Venerdì hanno incontrato il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, consegnandogli un messaggio del vescovo mons. Livio Corazza. A Betlemme, i viaggiatori hanno visitato la basilica della Natività e la Grotta del Latte, ma anche visionato lo stato dei progetti umanitari avviati dalle istituzioni in quelle zone, incontrando pure padre Gabriel Romanelli, parroco di Gaza. Se Graziano Rinaldini, consigliere comunale a Forlì, dichiara di aver vissuto un pellegrinaggio molto emozionante dal punto di vista spirituale e personale, toccando luoghi e volti profondamente segnati dalla guerra e incontrando tante realtà che cercano di ricostruire la speranza e il futuro, Maria Giorgini, segretaria generale Cgil Forlì-Cesena, ha così commentato: “Abbiamo visto l’importanza delle organizzazioni non governative e della solidarietà internazionale cristiana e laica per sostenere la popolazione civile, i mutilati di Gaza, i bambini orfani, i disabili, per creare lavoro dignitoso e opportunità per i giovani palestinesi cristiani e mussulmani in Cisgiordania. Abbiamo visto le ingiustizie profonde e la capacità di resistenza della popolazione civile che abita da sempre questa terra e che deve trovare rispetto, pace e giustizia”. Se Livia Gazzoni, funzionaria comunale, si è sentita letteralmente travolta dall’emozione di toccare con mano i luoghi portanti della propria fede cristiana, calati in un contesto temporale particolare e drammatico, e Roberta Brunazzi, giornalista, ha avvertito la “voglia di ripartire tra i giovani palestinesi e di tornare ad una normalità, ma respirato anche la tensione della popolazione ebraica, compressa in un clima di allarme costante, ancora più acuto ora che l’adrenalina del conflitto si abbassa, in questa tregua che non è ancora pace”, Raoul Mosconi, vice direttore del periodico diocesano “Il Momento”, esprime gratitudine per aver partecipato ad un pellegrinaggio dei cuori, con visita alle realtà che operano concretamente per la pace in Terra Santa. Da ultimo don Stefano Pascucci, parroco di Forlimpopoli: “A Betlemme mi hanno fatto grande impressione sia la casa famiglia Hogar Niño Dios per minori disabili, che la Terra Santa College con 1800 alunni di tutte le estrazioni ed etnie. Mi ha dato veramente grande speranza il fatto che in questa situazione così problematica e contradditoria, non mancano, e anzi sono evidenti, piccoli ma eclatanti segni di rinascita”.

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