Forlì, il Pd attacca la giunta: «Altro che tasse invariate, aumentano i costi per i passi carrai e cresce il prezzo del biglietto del bus»

Forlì
  • 24 gennaio 2026

A nulla sembrano essere servite le rassicurazioni dell’assessore al Bilancio, Vittorio Cicognani, sull’invarianza della pressione fiscale forlivese. Le cartelle che stanno arrivando nelle case dei cittadini, infatti, racconterebbero una storia diversa da quella narrata fino ad ora.

Il “caso” nasce da due delibere approvate lo scorso 4 dicembre, votate a pochi minuti di distanza l’una dall’altra, che tracciano la rotta per un 2026 all’insegna dei rincari. «Con la prima delibera la giunta ha approvato un aumento del 17,50% del Canone unico patrimoniale (Cup) a partire dal 1° gennaio 2026 – fa presente il gruppo consiliare del Pd –. Questo significa che i passi carrai, le esposizioni pubblicitarie e le occupazioni di suolo pubblico costeranno quasi il 20% in più. Gli avvisi di pagamento che i cittadini stanno ricevendo in questi giorni sono la prova tangibile di una vera stangata decisa dall’Amministrazione».

Non va meglio sul fronte della mobilità sostenibile. «Nello stesso giorno la giunta è intervenuta per aumentare anche il costo per i biglietti del trasporto urbano – proseguono i dem –. Dal 2026 infatti l’Amministrazione ha deciso di portare la tariffa al costo pieno di 1,50 euro. Un aumento del 15% che pesa su chi usa i mezzi pubblici e che smentisce nuovamente la narrazione delle “tasse invariate”». Insomma, stando ai numeri, per i forlivesi il nuovo anno è iniziato con passi carrai più cari del 17,50% e i biglietti degli autobus che costano 1,50 euro.

Oltre al dato economico, la questione si sposta sul piano politico. «È imbarazzante assistere al tentativo di questa giunta di nascondere gli aumenti dietro agli slogan – attaccano i consiglieri del Pd –. I documenti parlano chiaro: il 4 dicembre la giunta ha votato all’unanimità per prelevare più soldi dalle tasche dei forlivesi». E ancora. «Il patto fra cittadini e istituzioni si basa sulla fiducia e quindi è inaccettabile che un assessore si vanti pubblicamente di non aver toccato le tariffe e poi sia smentito dai fatti – concludono i dem –. Garantire l’erogazione dei servizi finanziandoli tramite una tassazione equa è un dovere, ma dire la verità ai cittadini è un obbligo morale a cui questa giunta sta venendo meno».

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