Forlì, il microcredito Caritas prorogato fino al 2028

Quello che era nato come un intervento d’urgenza per arginare il fango e la disperazione dell’alluvione 2023, oggi diventa un pilastro strutturale del welfare romagnolo. È stata ufficialmente siglata la proroga del Microcredito Caritas, che resterà operativo fino al 31 dicembre 2028. L’accordo, che vede la sinergia tra le Diocesi della Romagna, la Fondazione San Matteo Apostolo e la Bcc Ravennate Forlivese e Imolese, trasforma lo strumento in una risorsa di lungo periodo contro la povertà e l’esclusione finanziaria, garantendo ossigeno a chi non avrebbe altrimenti accesso ai canali bancari tradizionali. «È il nostro modo per prepararci al terzo anniversario dell’alluvione – ha dichiarato il vescovo Livio Corazza – e raccontare quanto è stato fatto, ma anche quello che si continuerà a mettere in campo perché c’è ancora molto da lavorare». I dati del resto parlano chiaro: 186 richieste analizzate, 114 pratiche andate a buon fine per un volume di 538.200 euro e una media di circa 4.700 euro a pratica. In questo scenario, la Diocesi di Forlì-Bertinoro spicca in modo particolare con 107 pratiche erogate e oltre 503mila euro distribuiti nel solo tessuto sociale forlivese. Se il 61% dei fondi è andato inizialmente a coprire i danni diretti dell’alluvione di maggio 2023, oggi le richieste riguardano la quotidianità: spese dentistiche, bollette arretrate o l’acquisto di un’auto per andare a lavorare. Se all’inizio del progetto, oltre 300mila sono serviti a coprire i danni diretti dell’alluvione del 2023, oggi le richieste riguardano la quotidianità. «Il sovraindebitamento è un rischio enorme per le famiglie oggi – ha affermato il direttore di Caritas Forlì, Filippo Monari –. Questo lavoro di rete ci permette di creare delle antenne. Per moli nuclei colpiti all’inizio era quasi imbarazzante andare a chiedere aiuto, ma avere una squadra ci consente e ci ha consentito di intercettare meglio il bisogno». Delle 72 richieste non accordate, 19 non sono state accettate per mancanza di requisiti. «Chi riceve un no per il microcredito per mancanza di requisiti – ha spiegato Gianpietro Montalti, volontario Caritas – spesso riceve un sì per iniziative a fondo perduto che risolvono bisogni immediati». Insomma, il microcredito è uno strumento che si basa sulla corresponsabilità. «È una scommessa sul futuro e sulla persona, un credito basato sulla fiducia – ha detto il presidente di Bcc Ravennate Forlivese e Imolese, Giuseppe Gambi – . Il mondo bancario si sta trasformando in algoritmi, ma noi vogliamo uscire dai meri calcoli mettendo al centro la persona. Siamo pur sempre una banca del territorio».

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