Forlì. Il Festival nazionale della poesia d’autore parte da Predappio

“Poetico. Festival nazionale della poesia d’autore” sceglie Predappio come scenario per il primo appuntamento del 2026. Il 17 gennaio alle 18 la rassegna organizzata da associazione culturale Metropolis insieme ad associazione Teatro delle Forchette, invita al Teatro comunale i poeti Alessandro Ceni e Davide Brullo, in dialogo con la poetessa Clery Celeste e con Marco Colonna. «L’amministrazione di Predappio – spiega Veronica Bevacqua, assessora comunale alla Cultura – ha inserito la proposta di Metropolis nella programmazione del teatro comunale curata da Teatro delle Forchette, un fiore all’occhiello fra le nostre attività culturali con un ottimo riscontro di pubblico». È a una fruizione “democratica” degli appuntamenti di “Poetico” che si richiama Marco Colonna, presidente di Metropolis, ricordando la gratuità degli eventi della rassegna. «Il progetto coinvolge i principali Comuni del comprensorio forlivese-cesenate – ricorda Colonna –, con l’intento però di portare personaggi di spessore nazionale anche nelle zone periferiche, in modo che i cittadini possano conoscerli di persona. Gli incontri sono condotti in forma di dialogo proprio perché la poesia divenga oggetto di una divulgazione collettiva, un patrimonio comune. L’ingresso gratuito contribuisce ad avvicinare il pubblico ai protagonisti della poesia contemporanea, ognuno con la sua poetica e la sua visione del mondo. A loro la rassegna lascia piena libertà di esprimersi, seppure con visioni dissonanti, come avverrà del resto anche a Predappio». Dei due protagonisti del 17 gennaio. Alessandro Ceni, pittore, poeta e traduttore, ha lavorato per alcune delle principali case editrici italiane. L’ultima sua silloge è “I bracciali dello scudo” (Crocetti, 2025). Davide Brullo ha fondato il quotidiano culturale on line “Pangea” che dirige tutt’ora. Scrive sulle pagine culturali di “il Giornale” e sul “Venerdì di Repubblica” ed è autore di critiche letterarie senza perdono raccolte nel volume “Stroncature. Il peggio della letteratura italiana (o quasi)”. «Teatro delle Forchette ha nelle proprie corde l’ibridazione dei linguaggi – aggiungono Antonio Sotgia, presidente di TdF, e il direttore artistico Stefano Naldi –. La poesia, con le sue radici millenarie, si presta bene a parlare del contemporaneo, proprio come fa il teatro: in questo, sta la chiave della sinergia con Metropolis, con cui sono in atto diversi progetti a testimonianza di un dialogo proficuo, e produttivo di creazioni ex novo». “Poetico” propone anche la prima edizione di un concorso per libri editi (scadenza il 15 aprile), la cui tappa conclusiva, con la proclamazione del vincitore, si terrà a Ravenna il 23 maggio, nel museo Casa di Dante.

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