Nuovo scossone nel panorama politico di Forlì. Il consigliere comunale di Forza Italia e imprenditore Vinicio Pala ha ufficializzato la sua adesione a Futuro Nazionale, il movimento guidato dal generale Roberto Vannacci. L’annuncio è arrivato dall’avvocato Francesco Minutillo, membro dell’assemblea nazionale del partito, che ha consegnato personalmente la tessera a Pala, sancendo l’ingresso ufficiale del movimento in Consiglio comunale.
Le ragioni della scelta
Pala ha motivato la decisione rivendicando la propria storia personale, iniziata nel Movimento Sociale Italiano e nel Fronte della Gioventù al fianco di Giorgio Almirante: «Molti amici e sostenitori mi hanno chiesto di continuare a essere un punto di riferimento per la destra forlivese. Futuro Nazionale rappresenta una straordinaria opportunità per ricomporre sensibilità diverse sotto i valori di identità, libertà, amor di Patria e difesa delle nostre radici. Il mio impegno in Consiglio sarà dare voce a chi chiede una politica più coraggiosa». Soddisfatto Minutillo, che ha sottolineato il valore simbolico dell’operazione: «Il Consiglio di Forlì diventa più futurista. Pala è l’unico eletto in carica con un passato nel Fronte della Gioventù, la radice più profonda del nostro progetto. Con lui dimostriamo che il Generale Vannacci intercetta chi vuole costruire una destra pura, basata sull’interesse nazionale e sulla remigrazione».
La dura replica di Forza Italia
L’addio non è rimasto senza conseguenze. I vertici locali di Forza Italia - la capogruppo Giulia Versari, la coordinatrice Barbara Semeraro e il segretario organizzativo Joseph Catalano - hanno reagito con una nota congiunta durissima, esprimendo sorpresa e amarezza per quello che definiscono un «repentino cambio di casacca». Gli azzurri hanno attaccato frontalmente la coerenza del consigliere, definendo il suo percorso una «perpetua migrazione» tra diverse sigle: prima Forza Italia, poi la civica Forlì Cambia, poi Fratelli d’Italia e infine il ritorno tra gli azzurri, prima dell’ultimo strappo. «Senza i nostri voti Pala non sarebbe mai stato eletto», si legge nella nota. «I continui cambi di casacca alimentano la disaffezione dei cittadini verso la politica. Saltare su un altro carro in corsa, a metà mandato e senza alcuna interlocuzione o preavviso con gli amici di sempre, non attesta una particolare credibilità».