Rinnovato il direttivo del Comitato per la lotta contro la fame nel mondo di Forlì. Il nuovo organismo, scaturito dall’assemblea di soci e volontari del 23 aprile e dal successivo Consiglio del 4 maggio, è così composto: Vanni Sansovini (presidente), Davide Rosetti (vicepresidente vicario), Giampietro Montalti (vicepresidente), Francesco Insolia (tesoriere), Daniele Dolcini (segretario) Lorenzo Pusateri, Manuela Rosetti, Alberto Mattarelli, Renata Biondi, Marco Quattrini, Luca Sabatino, Roberto Giunchi e Giancarlo Merendi (consiglieri).
Per Sansovini, pilastro onnipresente del Comitato, si tratta della terza rielezione in 36 anni alla massima carica dell’Odv di via Lunga, fondata nel 1963 dalla martire della carità Annalena Tonelli. La prima volta da presidente risale al periodo dal 1990 al 2005: «Iniziai quel mandato – comunica – che eravamo in via Mastro Pedrino, nei locali concessi dall’Azione Cattolica. Da lì passammo al Buon Pastore in via Paradiso e nel 1997 nell’attuale sede di via Lunga. La nostra mission statutaria è intervenire concretamente contro la povertà e l’esclusione, raccogliendo e riciclando risorse per sostenere progetti di sviluppo e assistenza in tutto il globo».
Nel corso degli anni, all’attività iniziale di raccolta medicinali da spedire alle missioni nel terzo mondo, si sono aggiunte la cernita di indumenti, mobili e oggetti d’arredo usati, posti in vendita in mercatini periodici, l’arredamento alloggi per soggetti disagiati, la collaborazione con i centri d’ascolto Caritas e la raccolta fondi da destinare ai paesi in via di sviluppo, senza dimenticare il sostegno finanziario all’Emporio della Solidarietà. Per dare un’idea dello sviluppo del Comitato, se i tabulati con l’esito dei mercatini per la vendita di beni usati, soprattutto mobili e oggettistica, attestano per il 1995 una resa di 60 milioni di vecchie lire, già nel 2000 siamo nell’ordine di 100mila euro. L’ultimo prospetto, riferito all’intera attività di vendita di beni usati (non solo mercatini) svolta dal Comitato nel 2024, parla di un milione di euro di ricavi, tutti devoluti alle opere caritative sostenute nei quattro continenti.
Per quanto riguarda il futuro, «se gran parte degli introiti continua a provenire dalla vendita di mobili usati, dobbiamo però fare i conti col calo continuo di volontari in grado di smontare, recuperare e riqualificare tali beni». Questo comporta che «dobbiamo ripensare le nostre modalità operative». Vanni si può però consolare con il buon afflusso di giovani leve e con il persistente giro di 130-140 volontari impegnati settimanalmente nelle molteplici attività dell’associazione.