Forlì, i sospetti dei colleghi di Spada: “Troppe morti durante i suoi trasporti”

Forlì

La prima persona a sedere sui banchi dei testimoni è stata Martina Santina Valente, autista soccorritrice della Cri di Forlimpopoli. è la prima persona che si è rivolta ai carabinieri per rappresentare qualche dubbio sulle morti in ambulanza e sui comportamenti di Luca Spada. «Sono successe delle emergenze che non sono frequenti nei trasporti secondari - ha detto ripercorrendo i vari casi da febbraio a novembre 2025 -. C’era un malumore generale nel nostro gruppo della Cri di Forlimpopoli-Bertinoro, si pensava che qualcosa non stesse andando nel verso giusto. Ne ho parlato con il collega Michele Visani: mi ha detto “hai visto che cosa ha Spada nella divisa”. Ho trovato una siringa senza il tappo, scartata e senza ago nel taschino della giacca, un bisturi e un abbassalingua. Da quel giorno tutte le volte che era di turno controllavo la divisa e c’era sempre una siringa. Ho incontrato per caso un carabiniere e gli ho raccontato cosa stava accadendo. La nostra ipotesi era che potesse essere usata per fare del male con la somministrazione di liquidi o aria. La frase che ripeteva spesso era “questo per me non ci arriva a destinazione” e ho saputo che guardava la documentazione dei pazienti che trasportavamo, cosa che non si deve fare».

Nel pomeriggio è dapprima ripreso il controesame di Martina Santina Valente, che ha risposto anche alle domande degli avvocati difensori Gloria Parigi e Marco Martines, poi è toccato a Michele Visani sedersi sulla sedia dei testimoni. Autista soccorritore della Cri di Forlimpopoli-Bertinoro dal luglio 2020 a giugno 2026, ora in servizio per l’Ausl Romagna, Visani è stato il primo ad avere notato la siringa nella tasca della divisa di Spada, presidio che non dovrebbe essere in uso agli autisti soccorritori. Anche Visani ha confermato i sospetti per i diversi casi di emergenza sui trasporti secondari dell’ambulanza della Cri di Forlimpopoli-Bertinoro. «Nella stanza dove ci cambiamo ho visto che nella tasca della divisa di Spada c’era una siringa senza ago - ha detto - e mi sono confidato con la collega Valente. Anche io ero stupito dai tanti casi». Sul possibile utilizzo della siringa, la difesa dell’imputato ha depositato l’immagine di un presidio utilizzato in caso di emergenze respiratorie, in parole povere una maschera facciale per l’ossigeno che si gonfierebbe con una siringa.

Infine a testimoniare è stata chiamata Federica Donati, infermiera del 118 e dipendente Ausl. «Pur non lavorando alla Croce Rossa di Forlimpopoli-Bertinoro mi hanno parlato di questi casi, anche Spada mi ha raccontato di una criticità avuta da una paziente salita con le sue gambe sull’ambulanza. Tutti parlavano di persone andate in insufficienza respiratoria. A me non è mai capitato neanche durante i trasporti di emergenza. Mi sono sembrati dati anomali. Non solo tra gli autisti Ccr, ma anche tra quelli Ausl».

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