Sono sempre più numerosi i comuni che dicono no ai fuochi d’artificio per festeggiare l’arrivo del nuovo anno. «Salutare l’anno nuovo in modo festoso, evitando i botti è una scelta civile e rispettosa», affermano congiuntamente i sindaci della Unione dei Comuni della Romagna forlivese che si appellano ai propri cittadini affinché rinuncino ai botti di fine anno. «Per garantire la vivibilità urbana, con particolare riferimento alle esigenze di tutela della tranquillità e del riposo dei cittadini - spiegano - si invita ad evitare l’uso dei botti in occasione delle feste di fine anno. È una attività che è causa di disagio e oggetto di lamentele da parte di molti cittadini per i pericoli e i danni, diretti ed indiretti, che ciò provoca al benessere delle persone, degli animali e dell’ambiente. Il rumore improvviso che viene provocato, può determinare in soggetti deboli, quali i bambini, le persone anziane e gli ammalati, reazioni di disagio psicofisico, oltreché, nei confronti degli animali, domestici, può generare reazioni di spavento, di perdita dell’orientamento, con il rischio di smarrimento o causare incidenti che possono essere evitati». A Meldola il sindaco ha firmato un’ordinanza di divieto di utilizzo di prodotti pirotecnici all’interno dell’area del centro abitato anche se di libera vendita dalle 23 di questa sera fino alle 6 del 1° gennaio.
Come ogni anno gli operatori del canile comprensoriale forlivese sono impegnati al recupero di numerosi animali spaventati dai botti e, purtroppo, non è raro trovarli senza vita investiti dalle macchine. Quella che per l’uomo è una ricorrenza irrinunciabile, per gli animali domestici ed i selvatici si rivela purtroppo un appuntamento con la morte.
«I fuochi - spiega Giuliano Lazzarini, medico veterinario specialista nelle malattie dei piccoli animali e direttore sanitario del canile - provocano spesso una sorta di panico negli animali perché il rumore è forte, improvviso e non ne capiscono la provenienza. Bisogna considerare, poi, che spesso gli animali durante l’ultima notte dell’anno sono da soli perché proprietari sono usciti e questa situazione può aumentare la loro angoscia. Questa condizione - continua - può portare ad alterazioni comportamentali che possono spingere l’animale ad andare alla ricerca spasmodica di uscire ma anche di mordere qualunque cosa trovino in casa». Tra gli animali selvatici, le prime vittime della lunga lista sono gli uccelli diurni che, svegliati dai forti, improvvisi boati, fuggono dai loro nidi finendo per schiantarsi contro ostacoli non visti. Quando non vengono uccisi spesso gli animali vagano per chilometri senza riuscire più a fare ritorno.