Tre anni di violenze, manipolazioni e minacce, interrotti solo dal coraggio di denunciare. Si è chiuso in Tribunale a Forlì il doloroso capitolo giudiziario che vedeva imputato un giovane uomo (difeso dall’avvocato Matteo Monari), accusato di aver maltrattato e perseguitato per lungo tempo la sua fidanzata. La giudice Ramona Bizzarri ha emesso, quindi, una sentenza di condanna a 3 anni di reclusione, disponendo per l’ex compagno anche il mantenimento della misura cautelare del braccialetto elettronico e il contestuale divieto di avvicinamento e di contatto con la vittima.
La dinamica emersa in aula ha dipinto il quadro di una relazione tossica e asimmetrica, che ha segnato profondamente la giovane donna. Secondo quanto ricostruito, la ragazza è stata sottoposta a continue violenze verbali, molestie, ma anche a brutali aggressioni fisiche che le hanno causato percosse e lesioni.
Un rapporto basato sulla manipolazione psicologica, che ha progressivamente privato la vittima delle forze necessarie per troncare il legame. Nei rari tentativi di allontanamento antecedenti la denuncia formale, l’uomo aveva risposto stringendo la morsa, arrivando addirittura a minacciarla di morte.
La svolta decisiva verso la libertà è arrivata quando l’ex fidanzato ha minacciato di divulgare materiale intimo, tra cui foto e video della giovane. È stato in quel momento di massima vulnerabilità che la vittima ha trovato il primo punto di contatto e supporto in Intelligo. Gli specialisti dell’agenzia forlivese hanno assistito la ragazza, fornendole il supporto necessario e indirizzandola verso le forze dell’ordine per sporgere regolare denuncia. Querela che nell’immediatezza ha portato prima all’arresto e poi alla convalida (arresti domiciliari) del fermo nei confronti del ragazzo. Da lì è iniziato il percorso legale in cui la giovane (assistita dalle avvocate Maria Elena Versari e Giulia Versari) ha scelto di costituirsi parte civile. Con la sentenza di primo grado, il Tribunale di Forlì non solo ha stabilito la pena detentiva per stalking, ma ha voluto blindare la sicurezza della donna confermando le misure cautelari per evitare qualsiasi tipo di ricaduta o pericolo residuo per la ragazza.