Forlì. Giochi vintage, la scommessa di Fabio e Marianna

Si chiama, non a caso, L’angolo dei ricordi il negozio di giocattoli vintage che da fine febbraio in via Mameli 39, a due passi da piazza Saffi, Nel negozio che storicamente ospitava il forno, ora fanno bella mostra in vetrina non più biscotti e pagnotte ma giocattoli vintage dagli anni ’50 fino al 2000. L’idea è di una coppia, nella vita e nel lavoro. «Siamo aperti dal 28 febbraio - racconta Fabio Rizzo che ha aperto il negozio assieme alla compagna Marianna Florence Vignoli-. Tutto è nato per puro caso con una scatolina Sanrio degli anni ’80 che abbiamo provato a vendere e per la quale abbiamo visto esserci un elevato interesse ad acquistarla. L’abbiamo fatta valutare ad una collezionista e ci ha spiegato che poteva valere circa 130 euro». I due iniziano, così, a girare per mercatini da nord a sud Italia acquistando lotti di materiale e occupandosi anche di sgombri. Una scelta imprenditoriale che per la coppia si è tradotta anche in un cambio di vita.

«Lei era caposala in un ristorante , io motorista navale e ho girato il mondo intero - spiega Rizzo -. Ci siamo conosciuti sui social e dopo l’amore è nata anche nostra figlia». Di Ravenna lei, siciliano lui, hanno dunque scelto di unirsi anche in un lavoro familiare. La scelta di investire nel cuore di Forlì, a due passi da piazza Saffi, è nata per caso. «A Ravenna gli affitti sono molto alti e siccome faccio gli sgombri - spiega Marianna - siamo venuti a sgombrare questo luogo che era un panificio. Abbiamo conosciuto la proprietaria e siamo diventati amici e abbiamo scelto di prendere in affitto questo locale».

Dalle scansie ora fanno bella mostra giocattoli che hanno fatto sognare diverse generazioni. «Tutto quello che vedi è frutto dei nostri sacrifici - sottolineano - non abbiamo chiesto un finanziamento. Sono il frutto delle alzate alle 4 di mattina, spesso la domenica, per andare nei mercatini di tutta Italia». Il 90% degli articoli in vendita appartiene ad epoche passate. «Prima compravano ad occhi chiusi senza fare valutazioni - spiegano -, adesso invece facciamo selezione». Tra i pezzi più ricercati e particolari, la consolle del Commodore 64 completa, la boutique di Barbie sempre del 1980 ma anche una lampada Ledra degli anni ‘70 a forma di animale, i Moncicci in set integri oppure la Candy Candy.

«Ce n’era esposta una lì che ora abbiamo portato a casa perché l’abbiamo data alla ragazza che sistema i capelli delle bambole quando sono crespi - raccontano - . Il valore così si alza molto, dai circa 90 euro si può riuscire a venderla a quasi 200 euro». Se poi una bambola non funziona ci pensa Fabio a farla camminare o parlare nuovamente.

«I registratori a cassetta, credevamo di non venderli, invece sono piaciuti - dice la coppia -. Spesso i clienti ci fanno la lista delle cose che cercano». Ad entrare nel negozio in cerca di giochi retrò sono persone di tutte le età e non solo collezionisti. «Abbiamo un cliente speciale di 11 anni che viene a comprare i lego vecchi, assieme al babbo ma anche signore che vengono a cercare pensierini per i propri nipotini. La cosa bella di avere un negozio fisico è poter parlare con le persone, sulle piattaforme social questo manca».

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