Forlì. Fratellini schiacciati dal silos, è iniziato il processo per omicidio colposo plurimo

È iniziato davanti al giudice Andrea Priore il processo per la tragica morte di Fatima, Ousama e Marva Boulgoute, i tre fratelli di 18, 13 e 9 anni schiacciati dal crollo di un silos nell’aprile del 2023. Un dramma che ha segnato profondamente la comunità di Meldola, dove le vittime vivevano insieme alla famiglia, e che ora vede alla sbarra due persone con l’ipotesi di reato di omicidio colposo plurimo, lo zio delle vittime e la legale rappresentante della società agricola.

I fatti risalgono al 7 aprile 2023, nel cortile dell’azienda “Casagrande” di San Pietro in Guardiano. Secondo la ricostruzione della Procura, guidata dal sostituto procuratore Laura Brunelli, i tre fratellini si trovavano a bordo di una Opel Zafira. Alla guida c’era probabilmente la sorella maggiore, Fatima, intenta a fare pratica nel piazzale dell’azienda. Durante la manovra, l’auto avrebbe urtato uno dei sostegni del maxi container di mangime, causandone il crollo immediato. Il peso enorme del silos non ha lasciato scampo ai tre giovani, morti sul colpo.

Il dibattimento dovrà chiarire le responsabilità individuali dietro la fatalità. Lo zio delle vittime, difeso dall’avvocato Antonio Baldacci, deve rispondere della decisione di aver lasciato le chiavi dell’auto inserite per consentire alla nipote di esercitarsi. La Procura contesta un’azione incauta che avrebbe innescato la catena di eventi. L’altra imputata è la legale rappresentante dell’azienda agricola, tutelata dagli avvocati Claudia Battaglia e Antonio Giacomini, che dovrà chiarire circa le condizioni di sicurezza delle strutture. Il Tribunale, quindi, dovrà accertare se il silos e l’area circostante rispettassero tutte le norme di prevenzione e stabilità previste dalla legge. Ai due imputati sono contestati anche gli articoli 40 comma due e 41 comma uno del codice penale, relativi al rapporto di causalità tra l’omissione e l’evento.

Una svolta importante è arrivata lo scorso gennaio sul fronte delle parti civili. I genitori delle vittime e l’unica sorella sopravvissuta all’immane tragedia, assistiti dall’avvocato Alessandro Sintucci, hanno raggiunto l’accordo per il risarcimento e sono dunque usciti dal processo.

Nella prossima udienza, fissata per la fine di maggio, torneranno in aula solo i due imputati ad affrontare il dibattimento. Il calendario prevede l’audizione dei primi quattro testimoni, tra cui due rappresentanti della polizia giudiziaria che è intervenuta a San Pietro in Guardiano il giorno del dramma e che ha condotto le indagini successivamente. Nel corso del processo seguiranno anche l’analisi delle perizie tecniche affidate agli esperti per ricostruire con esattezza la dinamica dell’impatto e le cause strutturali del cedimento.

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