Forlì. Fontana 2 ai Romiti, cantiere fantasma e lavori mai partiti

Forlì
  • 02 agosto 2026

Sono trascorsi oltre tre anni dal drammatico maggio 2023, quando l’alluvione ha travolto Forlì stravolgendo la vita di migliaia di famiglie. Eppure, per chi ha vissuto quei giorni, il fango non è affatto un ricordo sbiadito, ma una ferita aperta che continua a condizionare la quotidianità. È in questo clima di sospensione che esplode l’indignazione del Comitato unitario vittime del fango Forlì e del Comitato di quartiere Romiti. Al centro della protesta c’è il destino dell’impianto idrovoro Fontana 2, un’infrastruttura cruciale per la sicurezza idraulica del territorio. Negli ultimi trentasei mesi, i comitati hanno tentato ogni via ufficiale: solleciti scritti, domande pubbliche, richieste di chiarimenti agli enti competenti. Iniziative che, denunciano i residenti, sono rimaste senza risposta. Nei mesi scorsi erano circolate indiscrezioni tecniche che ipotizzavano l’avvio dei cantieri entro il mese di giugno. La scadenza è però trascorsa e dal Consorzio di Bonifica della Romagna non è giunta alcuna comunicazione ufficiale. Cittadini e famiglie si trovano così sospesi tra voci di corridoio, senza sapere se vi siano criticità progettuali, varianti in corso o nuovi slittamenti. «Quando si parla di sicurezza idraulica non può esistere spazio per le indiscrezioni – attaccano i comitati –. Chi ha spalato metri di fango, chi ha perso l’auto, la propria attività o i ricordi di una vita non può essere lasciato nell’incertezza. La fiducia si costruisce solo con la trasparenza, i cronoprogrammi pubblici e gli atti ufficiali». L’idrovora Fontana 2 non è un intervento secondario. «Il suo cedimento nel 2023 fu una delle cause principali dell’allagamento distruttivo del quartiere Romiti, oltre a favorire il successivo allagamento delle zone a valle, investendo i quartieri di Cava e Villanova – proseguono –. Il suo rifacimento era stato indicato dagli stessi enti come un’opera prioritaria ed essenziale. Ritardarla significa prolungare l’ansia di una comunità che guarda a ogni nuova stagione di piogge con profonda apprensione». I Comitati, inoltre, specificano di non cercare lo scontro politico, ma «pretendono il rispetto dovuto a una comunità che ha dimostrato una dignità straordinaria». Per questo, avanzano una formale richiesta al Consorzio di Bonifica affinché renda pubblici, senza ulteriori rinvii lo stato effettivo del cantiere dell’idrovora; le motivazioni reali che hanno determinato i ritardi; l’eventuale necessità di varianti o modifiche al progetto originario e un cronoprogramma aggiornato con date certe di inizio e fine lavori. «Chiediamo – concludono i due Comitati – a tutte le altre istituzioni locali di vigilare. Dopo più di tre anni la pazienza è esaurita: la sicurezza pubblica non può più attendere tempi indefiniti».

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui