Da Forlì a Capo Nord a bordo di una Mazda MX-5. Un’avventura che ha visto come protagonista il forlivese Gianluca Bonesso, 33 anni, ingegnere progettista che oggi vive in Olanda per lavoro, anche se la sua “compagna di viaggio” rimane parcheggiata nella natia Romagna. Una sfida contro il gelo dell’inverno scandinavo e gli imprevisti tecnici, a bordo di un’iconica spider.
Il progetto
«Tutto è nato da un amico che, due anni fa, mi ha proposto un viaggio a Capo Nord con la Mazda MX-5, un’auto molto popolare anche in Romagna – racconta Bonesso –. Dopo un po’ ho iniziato a organizzare qualcosa di più strutturato, creando un sito e i canali social per coinvolgere altre persone e condividere informazioni. A metà del 2024 è iniziata la preparazione vera e propria dell’itinerario. Si è unito un ragazzo di Modena e il 4 febbraio siamo partiti per il Grande Nord».
Un’esperienza ricca di bellezze e contrattempi, capace di regalare emozioni impagabili. «Io ho una MX-5 del 1993 – spiega l’ingegnere –. Ho dovuto installare quattro luci supplementari anteriori e, dato che è un’auto che uso anche in pista, ho dovuto rialzarla, montare i paraspruzzi, sostituire alcune componenti, mettere sedili più comodi e aggiungere un riscaldatore per l’olio motore. I primi due giorni abbiamo viaggiato velocemente tra Germania e Danimarca, dove un’officina ci ha montato le gomme chiodate tenendo in custodia le nostre. Poi siamo entrati in Svezia».
Già dalla Germania la neve è stata compagna di strada, portando il primo problema: «Avendo un radiatore maggiorato per uso sportivo, con temperature sotto zero la macchina diventava troppo fredda. Ho dovuto installare delle paratie, ma le staffe si sono spezzate e il radiatore ballava; per fortuna abbiamo trovato un ragazzo che lo ha saldato. Dopo Stoccolma, abbiamo deviato per un lago ghiacciato dove è possibile guidare su una pista preparata, un’esperienza incredibile, anche se lì ho perso tutti i chiodi delle gomme e ho dovuto riavvitarne di nuovi a mano dopo averli acquistati da un ragazzo del posto». In Lapponia i viaggiatori hanno affrontato la settimana più fredda dell’anno, con temperature fino a -27 gradi, che hanno causato il ko della batteria dell’auto dell’amico. «Abbiamo dovuto aspettare il carro attrezzi e guidare di sera per raggiungere la tappa successiva, toccando i -37 gradi. Per fortuna vedere l’aurora boreale ci ha ripagato di tutto. A Capo Nord, invece, il tempo è stato clemente. La strada però è tosta, stretta: abbiamo visto diverse auto fuori strada. Al ritorno abbiamo percorso la costa norvegese, toccando l’isola di Senja, Bodo - proprio la sera in cui l’Inter giocava in Champions - e Glomfjord, dove abbiamo provato la sauna e il bagno nell’acqua ghiacciata. Infine, l’indimenticabile Atlantic Road».
Il viaggio è durato 9 giorni all’andata e qualcuno in più al ritorno, perchè i due automobilisti hanno percorso la strada con maggiore calma. «È stato un viaggio impegnativo sia fisicamente che economicamente, circa 5mila euro, soprattutto per benzina e pedaggi – ricorda Bonesso –. Per mangiare, prima ristoranti, poi per risparmiare sui costi altissimi della Norvegia, usavamo un fornellino da campeggio nelle aree di sosta: pasti liofilizzati o cibi consumabili a temperature polari senza essere scaldati, come il salmone e il tipico pane locale. La gente del posto all’inizio era distaccata, ma poi si sono rivelati tutti cordiali e pronti ad aiutarci».
Per Bonesso, che coltiva la passione per le auto da sempre, non era il primo viaggio lungo, ma certamente il più estremo. «I momenti più difficili? Quando in Svezia il mio amico è finito in un fosso in mezzo al nulla e abbiamo faticato a tirarlo fuori, o quando è morta la sua batteria e abbiamo dovuto decidere se guidare cinque ore nel buio o rinunciare. Il momento più bello? Incontrare altri appassionati sul lago ghiacciato. Questo viaggio rimarrà per sempre. Lo rifarei altre venti volte».