FORLI’. La Giunta comunale di Forlì ha approvato, nei giorni scorsi, la proposta progettuale che punta ad avviare, in collaborazione con l’associazione culturale Spazi Indecisi, un percorso di partecipazione civica, conoscenza, valorizzazione e parziale fruizione dell’Ex Eridania.
L’obiettivo dell’Amministrazione, oltre a quello di far conoscere il patrimonio storico e archeologico-industriale dell’ex zuccherificio, è di guidare la trasformazione dell’ex Eridania attraverso un percorso graduale, partecipato e sostenibile, funzionale al reperimento di fondi per la rigenerazione urbana del sito e capace di tenere insieme tutela della memoria industriale, valorizzazione ambientale, fruizione pubblica e coinvolgimento attivo della comunità.
«Con questo atto – dichiara il Vicesindaco Vincenzo Bongiorno – compiamo un passo importante per costruire, insieme alla città, una prospettiva di valorizzazione dell’ex Eridania, riconosciuta come uno degli ambiti strategici di rigenerazione urbana della nostra città. Nei prossimi mesi avvieremo un percorso di co-programmazione con il territorio, ai sensi del Codice del Terzo Settore, finalizzato a definire in modo condiviso bisogni, obiettivi strategici, azioni prioritarie e possibili modalità di valorizzazione e gestione dell’area. Il percorso coinvolgerà enti del Terzo Settore, associazioni, istituzioni culturali, soggetti di ricerca, realtà del territorio e altri portatori di interesse. Cosa ancor più importante, nei prossimi mesi lavoreremo con il territorio per definire priorità, funzioni e modalità di intervento, attivandoci al tempo stesso per intercettare le risorse necessarie, partecipando a bandi dedicati, a dare concretezza alle progettualità che emergeranno».
La valorizzazione dell’ex Eridania si inserisce nel quadro delle linee di programmazione strategica dell’Ente, che individuano nell’area un ambito prioritario per generare valore pubblico, promuovere nuove funzioni culturali, educative, sociali e ambientali e rafforzare il rapporto tra patrimonio, comunità e sviluppo sostenibile