Forlì. Ex Eridania, Comune e ambientalisti divisi sulla decisione del Tar

Forlì
  • 31 marzo 2026

Stessa udienza, medesimo verbale ma due letture opposte. Per le associazioni ambientaliste, Wwf, Lac e Animal Liberation il Comune ha fatto marcia indietro mentre per l’Amministrazione di Forlì il ricorso era già nato morto. In mezzo, il bosco urbano dell’Ex Eridania e la sua garzaia assieme a una delibera comunale che ha innescato un braccio di ferro finito davanti al Tar. La vicenda riguarda l’area verde, nel tratto compreso tra via Monte San Michele, via Monte Cismon e via Gorizia.

L’affondo

«Con la delibera 503 del dicembre 2025 – spiegano le tre associazioni ambientaliste – la giunta comunale disponeva l’esecuzione di diversi lavori quali abbattimenti di alberi, decespugliazione, esbosco e installazione di dissuasori per uccelli, tra cui anche specie protette. L’area nei decenni è diventata una garzaia, meta di diverse specie di Aironi, Garzetta, Nitticora e altri volatili, un habitat importante per nidificazioni e in cui vivono tanti animali della cosiddetta fauna minore». Proprio per questo, le tre associazioni ambientaliste hanno presentato ricorso al Tar dell’Emilia-Romagna, sostenendo che gli interventi previsti dall’amministrazione comunale avrebbero distrutto un bosco tutelato da norme nazionali e direttive europee, compromettendo in modo irreversibile l’habitat degli aironi e delle altre specie protette che vi nidificano. Secondo la loro ricostruzione, di fronte alla solidità delle argomentazioni presentate, il Comune avrebbe fatto un passo indietro: «Il Comune si è evidentemente reso conto di aver travalicato le proprie competenze ed i propri poteri contravvenendo a normative ambientali importanti ed ha comunicato in sede di Tar l’intenzione di non proseguire con abbattimenti di alberi ed altre piante, con la distruzione del sottobosco, nonché la rinuncia l’installazione dei dissuasori. L’unica azione che il Comune ha dichiarato che eseguirà è lo sfalcio dell’erba, ma solo nello spazio adiacente alla Garzaia. I giudici del Tar hanno accolto con soddisfazione il ravvedimento del Comune e a questo punto la vicenda legale si è conclusa».

La replica

Opposta è la ricostruzione del Comune con l’assessore Giuseppe Petetta che respinge con fermezza la versione delle associazioni: «Non c’è nessun ravvedimento del Comune di Forlì – dichiara l’assessore –. Con grande dispiacere, mi tocca evidenziare per l’ennesima volta la totale incomprensione degli atti e della vicenda processuale da parte di Wwf, Lac e Animal Liberation. In questi casi, onde evitare figuracce, bisognerebbe avvalersi della consulenza di professionisti prima di scrivere notizie ingannevoli e cantar vittoria su un procedimento che il Tar ha riconosciuto legittimo ed eseguito nel rispetto delle prescrizioni pervenute». Secondo Petetta, la parte sostanziale dei lavori contestati era già stata completata prima ancora che venisse presentato il ricorso. «Non c’è mai stato alcun passo indietro o accertamento di responsabilità. Anzi, Wwf, Lac e Animal Liberation, nel corso della breve udienza del 26 marzo avanti il Tar di Bologna, hanno preso atto della bontà delle azioni del Comune, eseguite nel rispetto di legge, e rinunciato alla sospensiva. L’avvocatura comunale, per contro, ha solamente affermato che le lavorazioni previste nel capitolato erano già state eseguite prima della proposizione del ricorso, ad eccezione dell’unica ancora non conclusa relativa alla trinciatura e decespugliazione dell’area incolta adiacente alla garzaia, come tale non interferente con la stessa – prosegue –. La parte sostanziale del lavoro che le associazioni contestavano, dunque, era già stata fatta». I lavori sono stati ultimati, spiega Petetta, «prima del periodo di nidificazione degli aironi e gli ardeidi sono stati costantemente monitorati e mai disturbati. Tutti gli atti confermano che, ovviamente, non vi è mai stata l’intenzione dell’Amministrazione di distruggere il bosco. Infatti, il Comune si è limitato al solo diradamento basso, circoscrivendo le operazioni alla sola rimozione delle alberature secche senza nidi e adagiate al suolo e di potatura delle alberature spontanee basse, senza nidi, operazioni del tutto compatibili con le richiamate normative di tutela floro-faunistica».

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui