Dall’inno di Mameli cantato a 9 anni in mondovisione alla carriera di soprano con il sogno di cantare “Le nozze di Figaro” in un teatro famoso. L’amore per il canto Eleonora Benetti lo ha coltivato fin da piccolissima, ma il suo sogno è nato proprio da quelle Olimpiadi invernali del 2006, dove a soli 9 anni cantò l’inno di Mameli davanti a tutto il mondo. Oggi, vent’anni dopo, in un 2026 che vedrà di nuovo le Olimpiadi invernali in Piemonte a febbraio, Eleonora è una giovane donna che non ha più l’ingenuità di quella bimba ma che non ha mai perso l’amore per il canto e per la musica. E che ancora conserva con emozione quel ricordo nel cuore.
Forlì, Eleonora Benetti a 9 anni cantò l’inno alle Olimpiadi di Torino, ora da soprano sogna in grande: “Il teatro è il mio luogo ideale”
Un ricordo indelebile
«Nel 2006 il compositore che segui la cerimonia di apertura di Torino, Michele Centonze, cercava un bambino per cantare l’inno d’Italia durante l’alzabandiera – ricorda Eleonora –. In quel periodo Centonze abitava a Forlì e si rivolse al Coro città di Forlì, dove io cantavo. Feci il provino e mi presero, dopo è stato tutto molto semplice e spontaneo. E’ un ricordo indelebile, è stata un’occasione incredibile, potersi esibire in un evento così importante e particolare per lo sport e per la società. A 9 anni capisci che stai vivendo una cosa molto importante – prosegue Benetti – però hai quell’ingenuità e spontaneità, che ti permette di fare un qualcosa di importante senza sentire pressioni. Sapevo che dovevo fare molto bene, però non avevo paura di sbagliare e l’ho vissuta in modo molto positivo. In quell’occasione sono riuscita a incontrare Roberto Bolle, il mio idolo, anche lui era lì per esibirsi all’inaugurazione delle Olimpiadi. L’ho conosciuto durante una sua prova, è stato gentilissimo e molto carino».
La notorietà per la bimba prodigio del canto non si fermò a Torino. «Subito dopo le Olimpiadi ho partecipato a diversi eventi, mi hanno chiamato molti dell’Arma e dell’Esercito a cantare l’inno d’Italia. Sempre nel 2006 a settembre andai al Quirinale a cantare per l’apertura dell’anno scolastico davanti al presidente Giorgio Napolitano».
La musica e il canto nel Dna
La passione di Eleonora Benetti per il canto e la musica è nata soprattutto grazie all’ambiente familiare. «Ho sempre cantato fin da piccolissima, il mio percorso musicale è iniziato nel coro delle voci bianche di Forlì diretto da Nella Servadei Cioja. Avevo 5 anni, non andavo ancora a scuola, ricordo che ho imparato a leggere negli spartiti. Dopo alcuni anni nel coro mi sono appassionata anche al pianoforte. In casa mia ho sempre ascoltato molta musica classica, era una passione di famiglia. Il mio nonno era un melomane, mia madre ascoltava dischi di musica classica, ci sono cresciuta. A 7 anni ho iniziato all’Istituto Masini, ho studiato fino ai 12 anni pianoforte, poi nel 2008 sono andata al conservatorio a Cesena e mi sono diplomata nel 2016. Ho sempre portato avanti anche il canto. Una volta finito pianoforte ho studiato canto, in pratica ho passato gli anni dal 2008 al 2022 in conservatorio». Eleonora insegna pianoforte e canto all’Accademia InArte di Forlì, ma continua ad inseguire il suo sogno. «Sto cercando di costruire il mio lavoro nel mondo dell’opera, faccio audizioni e concorsi il più possibile per farlo diventare un lavoro. Quest’estate a Spoleto ho debuttato nel ruolo di Susanna, nelle Nozze di Figaro, il mio sogno. Stare in teatro è bellissimo, lì dentro l’orologio si ferma, è il mio luogo ideale. Certo, se penso in grande penso alla Scala di Milano, al San Carlo di Napoli, al Royal Albert Hall di Londra e al Metropolitan di New York. Ma anche il Bonci di Cesena è bellissimo. L’importante è esserci in teatro».