«Uno stabilimento con una progettazione ridotta non ha futuro». Ne sono convinte le Rsu di Electrolux, che per la prima volta si trovano a difendere non solo le linee produttive ma il cuore tecnico dello stabilimento di Forlì: i progettisti finiscono nel mirino dei tagli annunciati dalla multinazionale.
Lo stabilimento di viale Bologna conta circa 200 persone nella componente impiegatizia, tra cui impiegati di fabbrica e addetti alla ricerca e sviluppo. È proprio questa parte dell’organico a trovarsi ora al centro delle preoccupazioni, perché ridurre la progettazione significa eliminare qualsiasi prospettiva futura. “Una fabbrica con una progettazione ridotta non ha futuro - spiega Sabrina Grassi, Rsu Uilm - perché se non possiamo progettare nuovi impianti, nuovi forni, speravamo anche nuovi piani cottura, non abbiamo futuro perché col vecchio non possiamo andare avanti e non saremo mai competitivi».
La posta in gioco agli occhi dei lavoratori, dunque, è chiara: uno stabilimento privato della capacità di progettare non ha futuro poiché condannato a vivere di rendita su soluzioni già esistenti, incapace di competere in un mercato che premia chi innova. Progettare nuovi impianti, nuovi forni, nuovi piani cottura non è un lusso ma la condizione minima per restare sul mercato. «Subito dopo il Covid - quantifica - producevamo 2 milioni di pezzi, da quando è iniziata la guerra in Ucraina ci attestiamo intorno a 1,4 milioni. Una fabbrica come Forlì, con un 1 milione e quattrocentomila apparecchiature prodotte non rimarrà aperta. Il forno ad incasso, prodotto di alta qualità di gamma, sul mercato costa 1.600 euro, chi se lo potrà permettere?».
Se negli anni i lavoratori hanno affrontato più volte crisi aziendali, questa è la prima volta in cui viene prevista la riduzione della progettazione. «È la prima volta che ci viene messa sul piatto così ed è molto molto difficile da accettare, come tutto il resto - sottolinea la Rsu -. Quindi chiediamo che tutti gli impiegati e i progettisti vengano con noi e siano con noi perché è una battaglia che dobbiamo fare tutti insieme poiché la progettazione è l’anima dello stabilimento di Forlì».
Ora tutti attendono con trepidazione lunedì quando si terrà l’incontro decisivo al Mit, il Ministero delle imprese e del Made in Italy.