Forlì, ecco il piano per ridurre il rischio allagamenti

Forlì
  • 06 maggio 2026

Ventotto vasche di laminazione a Forlì e un’area da 500 ettari per la tracimazione controllata a Villafranca: queste le misure per ridurre il rischio idrogeologico del territorio inserite nella variante PaiPo (Piano stralcio per l’assetto idrogeologico del bacino del Po), presentata ieri in commissione consiliare davanti a 200 persone collegate da remoto e ad altre 130 in presenza tra consiglieri comunali, associazioni di categoria, ordini professionali, comitati di quartiere, cittadini e residenti. «Abbiamo voluto fortemente questa commissione – ha dichiarato l’assessore Luca Bartolini – perché questo è un Piano con molte incertezze interpretative, che ha generato grande preoccupazione nel nostro territorio. Come Comune, siamo stati tra i primi a chiedere la proroga per l’inoltro delle osservazioni, perché riteniamo che questa sia una grande occasione per far dialogare cittadini e istituzioni sul tema della difesa del territorio». Richiesta accolta, dato che le osservazioni potranno essere presentate entro la fine di maggio. Andrea Colombo, direttore dell’Autorità di bacino ha sintetizzato le opere previste: «in totale, sul territorio forlivese, parliamo di 28 casse di laminazione per 30milioni di metri cubi d’acqua, di cui 9 sul Montone, 13 sul fiume Ronco che consentono di invasare circa 20milioni di metri cubi di acqua e altre 6 casse di laminazione sul fiume Rabbi. Poi ci sono le aree a tracimazione controllata, che nel caso di Forlì comprendono circa 500 ettari di territorio nel quartiere di Villafranca, che fanno parte di una strategia difensiva che prevede il ribassamento localizzato dell’argine, evitando così rotte incontrollate, per consentire la fuoriuscita del solo volume dell’onda di piena non transitabile nei tratti arginali a valle, indirizzandolo in modo controllato verso un’area solitamente a uso agricolo». Diverse le perplessità sollevate in aula. «Quella che stiamo discutendo è una proposta di Piano – ha aggiunto l’ingegner Alessandro Delpiano – , siamo in una fase ancora interlocutoria. Dobbiamo però essere consapevoli che questo è un territorio unico in Italia in termini di vulnerabilità idraulica. Partendo da questa consapevolezza, il Piano contiene alcune proposte concrete e già finanziate: interventi sugli argini, casse di laminazione, aree a tracimazione controllata. Entro il 26 ottobre la Regione presenterà al Governo l’elenco degli interventi ritenuti prioritari e da cui partire. Al proprietario di un’area riconosciuta come allagabile, e dunque a tracimazione controllata, va detto che viene corrisposta immediatamente un’indennità pari al 70% del valore della proprietà . Proprietà che, ben inteso, rimane nelle sue mani e mantiene la vocazione di partenza. Qualora in futuro in quel terreno vengano indirizzate delle acque, i danni alle colture verranno risarciti al 100%». Presente a Forlì anche la sottosegretaria alla presidenza della Regione, Manuela Rontini: «Questa è una pianificazione in corso, nel frattempo come Regione ci siamo mossi nel processo di ricostruzione a più livelli con 2 miliardi di risorse destinate agli interventi (6.400 in Emilia Romagna per più di 290 soggetti attuatori)».

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