Duomo di Forlì gremito per l’ultimo saluto al vescovo emerito di Forlì-Bertinoro mons. Vincenzo Zarri, morto venerdì scorso a Bologna all’età di 96 anni.
Alla solenne liturgia funebre, presieduta dal vescovo Livio Corazza, che ha concelebrato assieme ad altri 6 vescovi da Faenza, Ravenna e San Marino, senza dimenticare l’altro emerito di Forlì Lino Pizzi, hanno partecipato anche autorità civili e militari del territorio, fra cui il Prefetto di Forlì-Cesena Rinaldo Argentieri e il Sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini.
Non sono mancati momenti di commozione, soprattutto nel corso dell’omelia, in cui il vescovo Livio ha elencato molte delle qualità del predecessore. «Credo che un’eco della sua persona - ha esordito - sia arrivata fino a Papa Leone, visto che, nel messaggio inviatoci dal Card. Parolin, suo Segretario di Stato, nell’evidenziare il pastore mons. Zarri usa i due aggettivi premuroso e paterno». Corazza evidenzia tre qualità che lo hanno contraddistinto in vita: «Mons. Zarri è stato un pastore dallo stile sinodale, un uomo di comunione, ma anche di grande preghiera». Nei 17 anni di ministero episcopale ha consacrato 9 nuovi sacerdoti, costituito il primo consiglio pastorale diocesano, indetto il sinodo svoltosi dal 1995 al 1997 e infine la “Peregrinatio” dell’immagine della Madonna del Fuoco, conclusa il 24 ottobre 2004 in piazza Saffi.
«Zarri ha sempre confidato nella misericordia e nell’intercessione di Maria». Non a caso, al termine della messa le sue spoglie sono state tumulate nel Santuario della Madonna del Fuoco, «che da quasi 600 anni i forlivesi venerano come loro protettrice». Si tratta dell’ossario posto sotto l’altare laterale dedicato a San Giovanni Bosco. «La sua presenza – ha concluso Livio Corazza - incoraggerà i pastori, tutti gli educatori e tutti coloro che hanno delle responsabilità ecclesiali, sociali e politiche ad essere uomini e donne di comunione e di pace, ad amare e servire la Chiesa e il popolo di Dio con amore e dedizione».