Forlì, due secoli di storia per l’Emporio Tumidei & Savorani

Forlì

L’Emporio Tumidei & Savorani, con ben 205 anni di attività alle spalle, è la più antica attività commerciale di Forlì e dell’intera Romagna. Quando ci si affaccia nel negozio di arredi per la casa, posto al civico 94 di corso Mazzini, sembra di entrare in una macchina del tempo.

La storia dell’attività

Sorto nel 1821 per iniziativa di un canapino del Rione Schiavonia, Giuseppe Tumidei, già nel 1927 è recensito come bottega storica dalla “Monografia Industriale” di Ettore Casadei. Nel 1870, l’edificio che lo ospita venne completamente ristrutturato nell’ambito del rifacimento radicale dell’allora Borgo San Pietro (in dialetto forlivese E’ Borg ad Sā Pir), che venne letteralmente raddrizzato. All’epoca, l’emporio svolgeva un’attività di lavorazione della canapa grezza per la produzione di cordami, spaghi e per la vendita del semi-lavorato all’industria tessile ed ad artigiani per la successiva filatura e lavorazione. Successivamente è stata introdotta la vendita di telerie di canapa, lino, cotone, lana, crine vegetale ed animale per materassi e guanciali. Con l’avvento della produzione industriale, l’offerta si è ampliata, fino a ricomprendere biancheria per la casa (non più solo a metratura ma a prodotto finito), tessuti per l’arredamento e tendaggi. Il banco di vendita, con tanto di “bureau” per la cassa, è così dal 1912. Dal soffitto pendono ancora le vecchie carrucole in legno (1870) per il sollevamento delle balle di canapa e delle merci e sono originali persino le scale in legno per arrivare in cima agli scaffali. Dal 1981 e per quasi quarant’anni, subentrato al padre Domenico, il celeberrimo “Pulon dla corda”, l’emporio è stato condotto dall’avvocato Fabrizio Savorani. Dal momento della sua morte, occorsa nel 2019, l’attività viene portata avanti dal genero Fiorenzo Placuzzi, che dichiara: «Sono in pensione e mi presto volentieri nella sua conduzione per conto delle mie figlie».

I cambiamenti

Lo slogan “Siamo ancora qua, e già”, affisso all’interno del locale dal compimento dei 200 anni di attività, nel 2021, fa quasi il verso ad una canzone di Vasco Rossi. «Ci siamo dovuti adattare ai tempi - commenta l’esercente - al punto che abbiamo ancora biancheria, coperte e quant’altro per la casa, ma i nostri beni di punta ora sono soprattutto i materassi a molle». Lo storico emporio resiste, anche perché i locali sono di proprietà. «Se fossimo in affitto, o avessimo dei dipendenti da pagare, avremmo già chiuso da tempo - prosegue -. Nella nostra stessa condizione sono le altre attività storiche del corso, come la Coltelleria Compostella e Calboli Dischi, tutte a conduzione familiare».

Il futuro della bottega

Nonostante la buona volontà del gestore e l’intenso carico di storia, il futuro della bottega Savorani è molto incerto: «Le mie figlie, eredi dell’attività - conclude Placuzzi -, svolgono da tempo un altro lavoro. Ho 72 anni e continuerò a condurla fino a che la salute e le condizioni di mercato me lo consentiranno». Preso atto che tutte le cose hanno un termine, auguriamo lunga vita a Placuzzi e alla sua inimitabile bottega.

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