Forlì, dopo quasi 60 anni chiude lo storico panificio Casamenti: “Il cantiere ci ha costretti alla resa”

Forlì

In vetrina era rimasto solo un foglio di carta, affisso poco prima della pausa estiva. Una manciata di righe scritte a mano che profumavano ancora di speranza: «Chiudiamo perché impossibilitati a lavorare per la chiusura della via. Pensiamo e speriamo di aprire a settembre. Auguriamo una buona estate a tutti i nostri clienti». Le ferie, però, sono terminate, ma il profumo di pane fresco non tornerà più a riempire via Caterina Sforza. Il panificio Casamenti chiude definitivamente i battenti, piegato dal cantiere e dalle trasformazioni di un centro storico sempre più in sofferenza.

A spingere verso questa amara resa non è stata la mancanza di passione, ma l’impatto dei lavori in corso curati da Hera, destinati a protrarsi ancora per diversi mesi. Un blocco della viabilità che ha, di fatto, azzerato il passaggio pedonale e tagliato le gambe al commercio di vicinato. «A causa dei lavori il giro di clientela è calato drasticamente e, a malincuore, siamo costretti a dire addio all’attività», racconta desolato il titolare, Marco Casamenti. Una scelta sofferta e tutt’altro che programmata. «Io sono in pensione già da quattro anni, ma avevo deciso di proseguire ancora, almeno fino a quando mia moglie non sarebbe riuscita a raggiungere l’età pensionabile, prevista per luglio 2027 - prosegue lo storico fornaio -. Nel frattempo avrei messo in vendita l’attività, ma ad oggi non ci sono più le condizioni per andare avanti. Il cantiere ci ha costretti alla resa forzata, visto anche il poco preavviso con cui siamo stati avvertiti. Mi sarebbe piaciuto poter scegliere da solo quando chiudere».

Una stangata arrivata a un passo da un anniversario storico. Il forno era infatti attivo dal lontano 1967 e il prossimo anno avrebbe festeggiato l’incredibile traguardo dei sessant’anni di attività. Un’avventura familiare iniziata quando Marco, giovanissimo, sfornava il pane fianco a fianco con il padre, per poi prendere in mano le redini del negozio insieme alla moglie Cristina. «Mi dispiace per come è finita, soprattutto per i nostri clienti – conclude Marco con un velo di nostalgia –. Per quasi sei decenni ci abbiamo messo il cuore e tantissima passione, ma oggi purtroppo è tutto diverso».

Con l’addio della famiglia Casamenti non si spegne soltanto una storica insegna di quartiere, ma si consuma l’ennesima ferita per il cuore della città. Il centro storico perde un altro punto di riferimento, un luogo d’incontro quotidiano travolto dai disagi dei cantieri e da un tessuto commerciale che fa sempre più fatica a resistere.

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