Trentasette alberi pericolanti in tutta Forlì: è il bilancio dei controlli effettuati dopo il fortunale del 21 agosto che ha lasciato ferite pronte nel verde cittadino.
Le piante sono state esaminate dai tecnici del Servizio Infrastrutture Mobilità e Protezione Civile, incaricati dei controlli successivi al maltempo che si è abbattuto sulla città raggiungendo raffiche anche superiori ai 100 chilometri orari. Per ogni albero è stata, dunque, redatta una valutazione in cui viene indicata anche la propensione al cedimento e, dunque, la pericolosità della pianta per la sicurezza pubblica. Il verdetto non lascia spazio a dubbi: per 37 piante è stato predisposto l’abbattimento poiché pericolose.
Gli alberi a rischio si trovano in diverse zone della città. Nove sono collocati tra viale della Libertà e via Borghetto Accademia, undici all’interno dei Giardini pubblici di piazzale della Vittoria e sette nel parco del campus universitario di viale Corridoni. Cinque si trovano nel giardino di Villa Saffi, in via Firenze, tre al Foro Boario, uno nel fossato della Rocca di Ravaldino e uno, già secco, ai Giardini Orselli di via delle Torri.
«Come Comune di Forlì nel corso degli ultimi due, tre anni attraverso un contratto di accordo quadro con un pool di professionisti agronomi, abbiamo attivato le Vta ovvero valutazioni visive degli alberi - spiega l’assessore Giuseppe Petetta -. È un protocollo scientifico internazionale standardizzato che mira, in maniera visiva, a valutare la stabilità strutturale e la sicurezza degli alberi. L’abbiamo fatto su circa 36mila piante della città, soggette a situazioni di maggiore fruibilità». Dopo il controllo visivo, se necessario, si esegue un’indagine strumentale di approfondimento.
«Le piante vengono suddivise in classi, dalla A alla D - prosegue Petetta -. Quelle che rientrano in quest’ultima categoria siamo costretti ad abbatterle per la pubblica sicurezza».
A fronte dei necessari abbattimenti, l’amministrazione comunale ha tuttavia da tempo iniziato a mettere a dimora nuove piante. «Come amministrazione - sottolinea l’assessore - abbiamo una sensibilità rispetto questi temi. Le piante in classe D che buttiamo giù sono un atto dovuto per la sicurezza e la fruibilità dei parchi, delle strade e dunque dei cittadini ma in questi anni abbiamo implementato notevolmente il patrimonio arboreo della città piantando oltre ottomila piante, anche a livello compensativo, rispetto a quella che è il naturale evolversi della vita di una pianta».