Un ecografo portatile ad altissima risoluzione, che permette dunque di eseguire l’esame senza far muovere il paziente dal proprio letto d’ospedale, è stato donato dall’Associazione forlivese per le malattie del fegato (Afmf) al reparto di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva del “Morgagni-Pierantoni”. Uno strumento, del valore pari a 27mila euro, che permetterà di fare diagnosi più precise e veloci. «L’anno scorso, sentite le richieste del reparto, abbiamo pensato di donare uno strumento di alta tecnologia: un ecografo portatile di altissima risoluzione, in modo da poter seguire i pazienti ricoverati nel reparto di degenza nel migliore dei modi, non solo dal punto di vista terapeutico, ma anche dal punto di vista della diagnostica – spiega Salvatore Ricca Rosellini, presidente di Afmf –. Noi siamo grati al reparto di gastroenterologia, all’ospedale di Forlì, per l’assistenza che viene data ai pazienti affetti da malattie del fegato, da cirrosi epatiche scompensate, da emorragie digestive legate alla cirrosi, da problemi legati all’ostruzione delle vie biliari che vengono affrontate nel reparto con grande perizia, non solo sul versante medico o ecografico-interventistico, ma anche endoscopico».
«Riuscire a dare delle informazioni rapide, veloci ai nostri pazienti oggi è fondamentale e l’ecografia ci consente, senza rischi, di offrire questo tipo di servizio che fa la differenza – ha sottolineato Carlo Fabbri, direttore della Gastroenterologia ed endoscopia digestiva degli ospedali di Forlì e Cesena e professore associato di gastroenterologia all’Università di Bologna –. Lo strumento consente di vedere il fegato, gli organi che sono in qualche modo attorno ad esso, come la colecisti, il pancreas. Permette di vedere se c’è del liquido e quindi riuscire a capire la severità dei sintomi che ci racconta il nostro paziente, è fondamentale. In questo modo riusciremo ad avere una strumentazione aggiuntiva che ci consentirà di essere più precisi nei confronti dei nostri pazienti e di evitare anche delle procedure a costo più alto e magari anche con una invasività maggiore».
Un alleato, dunque, prezioso per il reparto che conta 14 posti letto che, talvolta, arrivano anche a 18. «Questo è un ecografo “dotato di grande agilità” perché si può muovere e quindi consente di fare delle ecografie al letto del paziente e di avere delle informazioni immediate. Abbiamo la fortuna oggi di avere degli ecografisti estremamente raffinati che sanno utilizzare molto bene questo tipo di strumentazione. L’ecografo – conclude –servirà anche alla formazione sia degli studenti in medicina che vanno verso la fine del corso di laurea e soprattutto dei medici che sono entrati all’interno delle specialità, perché in tante discipline è fondamentale l’uso dell’ecografo».