Una rete di oltre venti realtà del territorio, tra associazioni, sindacati, collettivi e organizzazioni studentesche, scende in strada domenica a Forlì con la Walk for Palestine, camminata solidale per i diritti umani e la raccolta fondi a favore della popolazione palestinese. Si parte alle 9 dai giardini San Domenico mentre un’ora più tardi ci si fermerà in piazza Ordelaffi e alle 10.45 in piazza Saffi prima di dirigersi verso il parco della Pace con arrivo previsto alle 11.30. Ogni tappa sarà occasione per ascoltare una testimonianza diretta dalla Palestina, dalla Cisgiordania ma anche da chi sta cercando di tutelare le persone che in quei luoghi sono totalmente prive di possibilità di difesa. «Noi come Uisp abbiamo deciso di portare avanti questa iniziativa proprio perché crediamo che lo sport sia uno strumento di solidarietà, di comunità - ha spiegato Alessandro Chella, vicepresidente Uisp - . L’obiettivo di Uisp è affrontare il tema dello sport e della consapevolezza e, in futuro, ci piacerebbe affrontare una serie di tipologie di camminate su temi di attualità». «È da maggio del 2025 che, tutti i giovedì alle 18:15, siamo davanti alla Prefettura di Forlì con l’obiettivo di dare una testimonianza - aggiunge Fulvia Fabbri di Mani Rosse Antirazziste Forlì - contro la demolizione della legalità internazionale, l’utilizzo dei conflitti per risolvere conflitti a livello mondiale ma anche una protesta rispetto all’utilizzo di tante risorse economiche per il riarmo». «Camminare vuol dire creare relazioni con chi è vicino a te - riflette Alessandra Pasini di Local march for Gaza - . Durante la camminata si avrà la possibilità di raccogliere fondi per tre progetti molto importanti che riguardano quei luoghi». La prima è la Women Benevolent Society of Taybeh, che riunisce circa 130 donne e promuove iniziative di sostegno sociale, salute, autonomia economica femminile e solidarietà. Altra realtà scelta è Ain Arik Women Center, centro culturale dell’ area di Ramallah su iniziativa di un gruppo di donne. Una parte delle donazioni sarà, infine, destinata alla Bethlehem Arab Society for Rehabilitation (Basr) di Betlemme, realtà impegnata nell’ assistenza sanitaria e nella riabilitazione delle persone con disabilità e di chi subisce le conseguenze del conflitto in Cisgiordania. «Io spero che si smetta di negare quello che sta accadendo - conclude Raffaele Barbiero del Centro Pace di Forlì -. C’è ancora purtroppo chi nega il genocidio. È ora di chiuderla con queste cose, bisogna trovare gli elementi per trovare delle possibili soluzioni attraverso il riconoscimento del dolore dell’altro. La Palestina è una dimostrazione della sconfitta del diritto internazionale che invece noi dobbiamo ribadire perché è l’unico baluardo di regole che garantiscono non i più forti, ma i più deboli».
Forlì, domenica in marcia per la Palestina