Alcuni dei responsabili dei momenti di forte concitazione e tensione che si sono consumati sabato mattina all’esterno del Centro studi, nell’area compresa tra gli istituti Saffi-Alberti e Matteucci, hanno ora un nome e un cognome. Quella che doveva essere un’iniziativa di protesta studentesca si è celermente trasformata in un episodio d’ordine pubblico, culminato con l’individuazione da parte dei Carabinieri e la segnalazione alla Procura per i minorenni di due giovanissimi: una ragazza, che ha fatto esplodere alcuni petardi, e un ragazzo, che ha azionato e svuotato un estintore in mezzo a centinaia di studenti. Entrambi i minori sono stati affidati ai rispettivi genitori o ai responsabili. I fatti si inseriscono in un clima già monitorato dagli uomini dell’Arma . Nei giorni precedenti, infatti, le forze dell’ordine stavano tenendo sotto stretto controllo l’area del polo scolastico a causa di recenti attriti e dissapori insorti tra gruppi di studenti appartenenti alle due scuole cittadine, teatro già in passato di episodi di contrasto. Sabato mattina, le immagini dei disordini hanno fatto rapidamente il giro dei social network, diventando virali in poche ore. Nei video, girati con gli smartphone dagli stessi studenti presenti, si documenta chiaramente la concitazione vissuta all’esterno del Centro studi: un’ampia folla rimasta fuori dalle aule, avvolta dal fumo denso, tra urla e confusione. Secondo le prime ricostruzioni, l’iniziativa era nata in modo del tutto estemporaneo, senza alcun preavviso inoltrato alla Questura come previsto dalle norme vigenti per i raduni in luogo pubblico. Circa un centinaio di ragazzi si sono dati appuntamento fin dall’orario d’ingresso, rifiutandosi di entrare in classe e trasformando l’accesso del plesso nel punto di ritrovo della manifestazione. Il raduno sarebbe collegato alla più ampia ondata di mobilitazioni studentesche che sta attraversando l’Italia, guidata da rivendicazioni sul degrado degli edifici scolastici, le crisi internazionali e le polemiche sul tetto agli studenti stranieri nelle classi. Tuttavia, al Centro studi la protesta ha preso la forma di un’azione improvvisata, priva di un’organizzazione strutturata o di interlocutori ufficiali. A far degenerare la situazione è stato il lancio di petardi e l’uso dell’estintore, azionato lungo la strada prima di essere recuperato dalle forze dell’ordine. Un gesto sconsiderato che avrebbe potuto provocare conseguenze fisiche serie, pur non registrando fortunatamente alcun ferito. Sul posto erano tempestivamente intervenute le pattuglie di Polizia e Carabinieri. Gli accertamenti condotti dalla Digos hanno confermato che il tam-tam per l’organizzazione del raduno era partito tramite le piattaforme social, attirando non solo studenti ma anche giovanissimi ed estranei agli istituti. Gli investigatori continuano ad analizzare minutamente i filmati diffusi in rete per accertare ulteriori responsabilità e identificare eventuali altri partecipanti ai disordini.
Forlì. Disordini al Centro studi, individuati e segnalati due minorenni