Il vicesindaco di Forlì Vincenzo Bongiorno in una nota ha reso omaggio a Stefano Servadei nel decennale della sua scomparsa: “Nel febbraio di dieci anni fa ci lasciava l’onorevole Stefano Servadei. La chiesa della Casa di Riposo Zangheri si riempì il 3 febbraio per il funerale, con numerose persone che non riuscirono ad entrare. Segno di un affetto sincero, manifestato nell’ultimo saluto ad un galantuomo, con un lungo percorso di servizio politico alle spalle. Per decenni è stato un punto di riferimento nel panorama politico romagnolo, con responsabilità di rilievo anche a livello nazionale. All’inizio degli anni ‘70 fu Sottosegretario al Ministero di Industria, commercio e artigianato e, successivamente, al Commercio estero. Era esponente del Partito socialista, punto di riferimento per tutti come uomo delle istituzioni, impegnato nell’associazionismo culturale e appassionato studioso dell’identità romagnola”.
“Nel 1990 - continua la nota - fondò il Movimento per l’Autonomia della Romagna (MAR), assieme al senatore Lorenzo Cappelli e all’avvocato Riccardo Chiesa. Fu grande l’impegno profuso nella battaglia per promuovere la creazione della Regione Romagna attraverso il referendum previsto dall’art. 132 della Costituzione. Ricorderò sempre, nel 1996 quando avevo diciassette anni, io e un amico di impegno politico lo contattammo per approfondire le ragioni del MAR; fu gentilissimo, ci ricevette a casa sua e per circa due ore rimanemmo a conversare con lui. Aveva dedicato tutto quel tempo a due liceali appena conosciuti. Un segno, ancora una volta, del suo spessore umano.Possedeva grande abilità oratoria, una capacità di argomentare ragionando, anche con i suoi scritti, inconfondibili poiché redatti, con precisione certosina, ancora con la macchina da scrivere. Dobbiamo essere grati all’onorevole Stefano Servadei che per oltre venticinque anni ha posto al centro del dibattito politico locale la necessità di concepirsi come Romagna. L’ha fatto attraverso l’attività del MAR, con riviste, articoli, trasmissioni tv, e decine di convegni in tutto il territorio. E’ stato un notevole lavoro, utile a prendere maggiore consapevolezza dell’opportunità di essere Romagna, dal livello culturale-identitario fino al sistema infrastrutturale per lo sviluppo economico”.