Forlì, De Pascale sulle infrastrutture: «Basta progetti di carta, ora servono i fatti»

Forlì
  • 29 ottobre 2026

«I camion e le macchine viaggiano sulle strade, non sui progetti di carta». Con questa frase il presidente della Regione, Michele De Pascale, ha richiamato ieri il Governo alla concretezza sulle infrastrutture romagnole ponendo in cima alla lista delle priorità viarie la via Ravegnana e la Statale 16. Un incontro, organizzato da Italia Viva alla Fondazione Dino Zoli, a cui oltre ai sindaci di Forlì e di Ravenna, Gian Luca Zattini e Alessandro Barattoni, ha partecipato seppur collegata da remoto anche Raffaella Paita, senatrice e capogruppo di Italia Viva al Senato.

I temi

Tanti i temi sul tavolo a partire dalle arterie stradali principali: «La Ravegnana e la Statale 16 sono in cima alle priorità di tutta la Regione, vengono prima delle opere dove non sono ancora fatte le progettazioni – ha affermato senza mezzi termini De Pascale –. La Regione ha già fatto i progetti preliminari ed entro la fine dell’anno dovremmo firmare l’accordo con Anas per le opere che verranno finanziate nei prossimi cinque o sei anni. O qualche pezzo di queste opere entra in quell’accordo o non ci entra, è molto pragmatico. Adesso bisogna farne battaglia. Nelle interlocuzioni col Governo ci stanno proponendo di finanziare altri progetti. Io lo dico con chiarezza: fino a che i progetti che abbiamo finanziato non iniziamo a farli, noi non abbiamo altri soldi da dare agli studi di progettazione. I camion, le macchine viaggiano sulle strade, non sui progetti di carta». Altro tema centrale è quello degli aeroporti: «La Regione non ha il potere di spostare voli, di determinare flussi di traffico però abbiamo fatto una cosa che è stata molto criticata a Bologna e cioè quella di creare un vantaggio competitivo per gli aeroporti più piccoli – ha proseguito il presidente della Regione –. Stiamo giocando la partita e noi possiamo solo fare il tifo. Adesso è il sistema territoriale, la società di gestione, l’aeroporto, la comunità che gioca la competizione. La sfida dell’aeroporto, degli aeroporti per la Romagna è una sfida tutta da giocare». Infine il nodo ferroviario e autostradale: «Come esci dalla Romagna ci sono due grandi imbuti – ha detto De Pascale –. Il primo sulla rete autostradale a Imola dove c’è un muro invalicabile. Con grande fatica siamo arrivati a firmare un accordo con il Governo e l’impegno è che, fra gennaio e febbraio, parta il cantiere per la quarta corsia della A14. Il secondo è la strettoia ferroviaria: ad oggi è tecnicamente impossibile aggiungere un treno, sia via Ravenna che via Forlì. C’è un’unica infrastruttura che è satura. Se non si fa il quadruplicamento dell’alta velocità a Imola, l’alta velocità in Romagna non ci arriva».

Unità

Compatti negli obiettivi comuni da raggiungere i due sindaci di Forlì e di Ravenna. Rispetto al progetto della via Ravegnana il primo cittadino di Forlì ha quantificato l’onerosità dell’opera: «Nel primo incontro con Anas si parlava di 70-75 milioni per adeguare l’attuale strada – ha detto Zattini –. Il secondo incontro, l’anno dopo, era di 140 milioni, negli ultimi incontri parliamo di oltre 300 milioni, un impatto economico particolarmente oneroso. È però una di quelle infrastrutture fondamentali se vogliamo far crescere la Romagna. Credo che attorno a questi temi la buona politica, che lavora per obiettivi, deve dare il meglio. Se si ragiona di problemi. Le differenze sono minori delle convergenze». La nuova denominazione di aeroporto di Forlì-Ravenna cela impegni formali e una strategia territoriale condivisa: «Il nostro hub crocieristico, che verrà inaugurato nella prossima primavera, porterà per oltre vent’anni almeno quattrocentomila crocieristi – ha spiegato Barattoni – per il 90% a partire da Ravenna per le crociere nel Mediterraneo. Promuoverà lo scalo di Forlì come scalo di riferimento rispetto alla nostra città d’arte e allo stesso tempo, l’essere inseriti nei motori di ricerca delle compagnie che partono da Ravenna per noi è un elemento di internazionalizzazione».

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