Forlì. Dalla Romagna all’India sulle orme di San Tommaso. Il viaggio di un gruppo di pellegrini

Forlì

Si è concluso nel pomeriggio di lunedì il pellegrinaggio diocesano nell’India del Sud, Kerala e Tamil Nadu, sulle orme dell’apostolo San Tommaso. Guidato per l’intero periodo, dal 7 al 19 gennaio, dal parroco di Meldola don Enrico Casadio, in sostituzione del vescovo di Forlì-Bertinoro Livio Corazza, rimasto a Forlì per gestire le esequie del predecessore Vincenzo Zarri, morto il 9 gennaio scorso, ha coinvolto 54 pellegrini, in gran parte forlivesi.

La prima tappa è stata Chennai, nello stato del Tamil Nadu, per la visita alla tomba di San Tommaso, evangelizzatore dell’India meridionale e fondatore delle prime comunità cristiane. Nei giorni seguenti i viaggiatori hanno fatto tappa a Mahabalipuram, Pondicherry, Chidambaram e a Tanjore, né poteva mancare una visita a Chettinad, a Madurai col Meenaksi Temple e a Munnar con il museo del tè. Quest’ultima località è una delle più importanti del Kerala, lo stato indiano con la maggior incidenza di cattolici. Gli ultimi luoghi visitati sono state le chiese fondate da San Tommaso a Cochin, Kokkamangalam, Mannarasala col tempio dei serpenti e Trivandrum.

«Credo di poter esprimere –dichiara don Enrico Casadio – anche a nome degli altri pellegrini, che la sensazione prevalente in ciascuno di noi è di gratitudine. Siamo andati in India sulle orme dell’apostolo Tommaso, che quelle terre ha evangelizzato, ricevendo il martirio: la presenza cristiana in India risale infatti al primo secolo della nostra era. Il lungo viaggio ci ha permesso anche di vedere i luoghi d’origine di alcuni sacerdoti indiani, attivi e molto apprezzati nella Diocesi forlivese». E’ proprio dagli stati meridionali del grande paese asiatico che provengono i tre sacerdoti Alex don Joby da Mandya, vicario parrocchiale di Bertinoro, Ddanat don Joseph Antony da Faridabad, vicario di Regina Pacis, e Xavier don Bruno, collaboratore dello stesso don Casadio a Meldola.

«In India – conclude don Enrico – abbiamo scoperto delle comunità cattoliche minoritarie, ma vivaci e in grado di interagire con il resto della popolazione, in una terra profondamente intrisa di religiosità. Abbiamo conosciuto meglio il culto prevalente, l’Induismo, constatando anche la pienezza della nostra fede, l’unica in cui Dio si incarna nel figlio fatto uomo».

L’ultima impressione è di Mariella Leoni, direttrice dell’Ufficio diocesano per la Pastorale del turismo e dei pellegrinaggi: «Il Kerala è un’esplosione di natura tropicale, a cominciare dalle risaie e dalle piantagioni di the di Munnar. Le diverse confessioni religiose convivono in armonia. Sono veramente entusiasta dell’esperienza vissuta, così lontana dal nostro modo di vivere».

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui