Cristiani, musulmani e non credenti insieme per la pace. Oggi, a partire dalle 18 in piazza Ordelaffi, di fronte alla Prefettura, è in programma un’iniziativa pubblica di riflessione e condivisione promossa dalle comunità religiose e laiche della città. Saranno presenti un rappresentante della Consulta Laica forlivese (composta da Arci, Udi, Anpi, Cgil, Uaar, Associazione VoceDonna, Movimento Federalista Europeo, Associazione Mazziniana, Istituto Gramsci, Associazione Luca Coscioni, Associazione Un Secco No e singoli cittadini), il vescovo Livio Corazza assieme ai rappresentanti di altre chiese cristiane operanti a Forlì, il presidente dell’associazione Moschea di Forlì, Ballouk Mohamed e l’Imam di Forlì. Hanno aderito all’iniziativa anche diverse associazioni cittadine, tra cui “Mani Rosse Antirazziste - Forlì”, che da oltre cinquanta settimane fa un sit-in proprio in piazza Ordelaffi, per mantenere viva l’attenzione sulla situazione drammatica della popolazione palestinese a Gaza e in Cisgiordania e sulla necessità di fermare la guerra.
Gli organizzatori spiegano il senso della manifestazione: «Insieme per esprimere una posizione comune a favore della cessazione delle ostilità, per una ricerca di soluzioni politiche fondate sul rispetto della legalità internazionale». Quest’anno, Ramadan e Quaresima coincidono nel calendario: «E’ un tempo condiviso di preghiera, penitenza e solidarietà – continua l’organizzazione - che rafforza la vicinanza tra le comunità cattolica e musulmana nel desiderio di pace».
In occasione della manifestazione è prevista anche la rottura del digiuno del Ramadan (Iftar), per «ribadire l’appello alla cessazione delle ostilità a Gaza, in Medio Oriente, in Ucraina e in tutti i conflitti in corso nel mondo», ma anche «segno concreto di dialogo e di incontro aperto a tutta la cittadinanza - di ogni provenienza, di ogni fede e non credenti - per ricordare che l’Italia ripudia la guerra e per chiedere alle istituzioni di impegnarsi nella promozione della pace, senza dimenticare le popolazioni di Gaza, della Palestina e gli oppressi di tutti i conflitti».