FORLI’. Dopo l’annuncio choc di Electrolux (1.700 esuberi di cui 400 a Forlì e chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi nelle Marche), la Uil dell’Emilia-Romagna è furiosa e chiede di “cambiare passo” dicendo “basta con multinazionali che, troppo spesso, hanno beneficiato di incentivi pubblici per poi andarsene alla prima occasione. Siamo di fronte ad una riduzione occupazionale strutturale che tratteggia un’irresponsabilità sociale profonda che scarica ogni rischio di impresa su lavoratori e risorse pubbliche”. E’ il segretario regionale della Uil, Marcello Borghetti, a dire che la vicenda Electrolux assume “massima importanza anche in Emilia Romagna” per le “probabili ricadute” su Forlì, la filiera collegata e l’indotto per colpa di quello che “non appare come un vero piano industriale di rilancio, ma un ridimensionamento strutturale che scarica sui lavoratori il prezzo dell’incapacità di individuare strategie industriali e commerciali capaci di rafforzare la competitività del prodotto sul mercato. E’ inammissibile un piano che ipotizzi anche un solo esubero. Le persone non sono numeri. Scelte sbagliate e inaccettabili vanno rigettate in modo netto e fermo”, mette il punto Borghetti. L’uscita di Electrolux “sarebbe un fallimento anche della politica. Bene la solidarietà, ma occorrono sostegno e risultati reali” e quindi, oltre allo sciopero, serve “un intervento del Governo per scongiurare una situazione che avrebbe effetti devastanti sul piano sociale e produttivo”. La Uil dell’Emilia Romagna chiede anche che la Regione “si attivi subito, mettendo in campo ogni azione utile a sostegno della vertenza sindacale unitaria nei confronti della proprietà, delle associazioni di rappresentanza datoriale e a supporto dell’azione del Governo affinché si apra una vera prospettiva industriale e occupazionale e non una semplice gestione dei tagli”.
Borghetti confida che arrivi a stretto giro una convocazione regionale che coinvolga il livello istituzionale, le sigle dei metalmeccanici, le confederazioni e le controparti “così da spedire un messaggio chiaro e, al contempo, tutelare in modo concreto tutta la base occupazionale e ogni singolo posto di lavoro, nonché tutta la filiera di Electrolux. Il lavoro, l’occupazione non si toccano: questo è il nostro messaggio alle controparti datoriali”. E intanto la Regione questa mattina era presente in forze a Forlì: gli assessori Gessica Allegni e Giovanni Paglia, i consiglieri regionali, assieme al sindaco di Forlì Gian Luca Zattini e a esponenti istituzionale e politici, erano ai cancelli dello stabilimento “per un segnale concreto di vicinanza di impegno, per fermare il pesante piano di ristrutturazione”, dice la stessa Allegni su Fb. I 400 esuberi a Forlì “sarebbero un colpo durissimo per la comunità, per lavoratrici e lavoratori, per tante famiglie e un intero tessuto produttivo messo drammaticamente a rischio”, e dunque è “giusta e necessaria la mobilitazione sindacale: di fronte a scelte di questa gravità, nessuno può restare in silenzio”. Davanti ai cancelli di Electrolux, “questa mattina c’è una comunità intera che chiede rispetto”, dicono Luigi Tosiani e Stefano Caliandro, segretario e responsabile Lavoro del Pd dell’Emilia-Romagna: “Rispetto per lavoratrici e lavoratori che hanno fatto vivere questo stabilimento con professionalità, sacrificio e competenza. Rispetto per un territorio che non può essere trattato come una variabile da tagliare dentro una strategia industriale decisa altrove”. Il Pd sollecita quindi “una politica industriale seria” per non “perdere pezzi della nostra capacità produttiva e del nostro lavoro di qualità” e un “confronto vero con l’azienda e le organizzazioni sindacali”.