Forlì, crisi Electrolux, la Fiom mette nel mirino gli accordi con la concorrenza cinese

Forlì
  • 11 giugno 2026

FORLI’. Nella crisi Electrolux entra anche il nodo della concorrenza cinese e dell’accordo commerciale con Midea, il colosso asiatico degli elettrodomestici. Il tema è stato sollevato oggi in commissione Attività produttive di Regione Lombardia, durante l’audizione sulla situazione del gruppo e sul futuro dello stabilimento di Solaro. Andrea Torti, della Fiom Cgil Milano, ha ricordato che il piano presentato dall’azienda «arriva dopo che è stato annunciato un accordo commerciale con Midea». Un passaggio che, per il sindacato, non può essere letto come un dettaglio marginale. «Midea è il più grande colosso dell’elettrodomestico cinese, che è in grande espansione, come tutto il mercato asiatico dei produttori di elettrodomestici», ha spiegato Torti. L’accordo, ha aggiunto, «è stato siglato su due stabilimenti statunitensi» e al ministero «la multinazionale ha detto che non c’entra niente il rapporto con Midea rispetto a quello che è il piano che oggi è stato presentato sull’Italia». Ma la Fiom non è convinta: «Per noi è difficile pensarlo in quel modo». Torti ha collegato questo elemento anche alle parole del Ceo globale del gruppo, che avrebbe detto che «in Europa, per quanto lo riguarda, non ci sono più le condizioni per continuare a produrre con volumi importanti l’elettrodomestico». Da qui la lettura sindacale di un possibile arretramento industriale più ampio, non limitato ai numeri degli esuberi.

Sul versante politico, il consigliere regionale del Pd Paolo Romano ha indicato la concorrenza cinese come uno dei tre nodi della crisi, accanto alla responsabilità dell’azienda e al costo dell’energia. «Credo che noi dovremmo chiedere in maniera unitaria in Europa dei dazi almeno temporanei verso la Cina per difendere il settore del bianco», ha detto Romano. Secondo il dem, «l’Opa della Cina sul settore del bianco in Italia e in Europa e anche in un pezzo del Nord America rischia di distruggere definitivamente la nostra produzione industriale».

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