FORLI’. Il piano industriale di Electrolux, che prevede la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi e 1.700 esuberi, di cui 400 a Forlì, col “rischio concreto di un dimezzamento dell’organico”, preoccupa moltissimo la Fim Cisl Romagna e Cisl Romagna. “Ci troviamo di fronte all’ennesima tragedia occupazionale e industriale che colpisce il nostro territorio e l’intero settore metalmeccanico nazionale”, affermano il segretario generale Cisl Romagna Francesco Marinelli e il segretario Fim Cisl Romagna Giacomo Gasperoni. “Una situazione inaccettabile che rischia di avere conseguenze pesantissime su centinaia di famiglie e sull’intero tessuto economico e sociale della Romagna”, aggiungono, assicurando che sosterranno “tutte le iniziative e le mobilitazioni necessarie a difesa dell’occupazione, del lavoro e del futuro industriale del territori”. I segretari chiedono anche a tutte le istituzioni di attivarsi “concretamente per contrastare il processo di deindustrializzazione che sta colpendo il nostro territorio romagnolo e l’intero Paese. Il Governo deve assumere un ruolo attivo, anche a livello europeo, perché senza industria non ci sono occupazione stabile, sviluppo e futuro per le nostre comunità”. L’attuale situazione, osservano poi, richiama “inevitabilmente quanto avvenuto durante la crisi Electrolux del 2013-2014, quando migliaia di lavoratrici e lavoratori furono coinvolti in una pesante ristrutturazione industriale”. Allora furono chiesti “enormi sacrifici ai dipendenti, tra aumento dei ritmi di lavoro, maggiore flessibilità e continue incertezze sul futuro occupazionale”.
Fu grazie alle mobilitazioni sindacali e alla risposta dei territori che si riuscì “ad arginare gli effetti peggiori della crisi, ma non furono sufficienti a fermare il progressivo ridimensionamento industriale del settore degli elettrodomestici nel nostro Paese”, rimarcano ancora Marinellli e Gasperoni. “Oggi il rischio di rivivere quella stagione è concreto. Non possiamo continuare ad accettare che alle multinazionali vengano concessi fondi pubblici e agevolazioni senza garanzie precise e vincolanti sul mantenimento dell’occupazione e della produzione in Italia. Electrolux deve assumersi la responsabilità di mantenere i siti produttivi italiani, salvaguardare i posti di lavoro e investire seriamente nel rilancio industriale del settore”. Ecco perché “è indispensabile aprire immediatamente un confronto nazionale che coinvolga Governo, Regioni, enti locali e organizzazioni sindacali, con l’obiettivo di costruire una vera strategia industriale per il comparto degli elettrodomestici, puntando su innovazione, qualità, sostenibilità e tutela del lavoro”.