Forlì, crisi Electrolux, il presidente della Regione De Pascale: “Non sono accettabili i licenziamenti”

Forlì
  • 15 settembre 2026

“Oggi il luogo giusto in cui essere per ogni italiana e italiano è Cerreto d’Esi, dove le lavoratrici e i lavoratori di Electrolux insieme ai sindacati scioperano e lottano per il loro futuro, che coincide con quello dell’industria nazionale. A loro va la totale solidarietà della Regione Emilia-Romagna, saremo al loro fianco fino alla conclusione di questa vertenza”.

Così il presidente della Regione, Michele De Pascale, e l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Paglia, esprimono vicinanza alle maestranze dello stabilimento in provincia di Ancona che Electrolux ha deciso di chiudere. Il gruppo, dopo lunghi mesi di concertazione, ha confermato il piano industriale delineato fin dall’inizio e confermato anche per lo stabilimento di Forlì un quadro di 297 esuberi complessivi, di cui 214 operai della produzione e 83 lavoratori dello staff. A fronte della riduzione dell’organico, il piano prevede anche una significativa diminuzione dei volumi produttivi e, contemporaneamente, un aumento significativo dei pezzi prodotti sulle linee di montaggio.

Non sono accettabili i licenziamenti, non lo è la chiusura di linee produttive, né la cancellazione degli investimenti previsti, tantomeno la chiusura di un intero stabilimento - continuano il presidente e l’assessore - il Governo ha al suo fianco tutte le Regioni e le istituzioni locali, ma deve farsi carico di questa forza e di questo appoggio per imporre il ritiro e la riscrittura integrale del piano industriale di Electrolux, in attesa che l’Europa riconosca quello dell’elettrodomestico come settore strategico.

“L’Italia - concludono de Pascale e Paglia - non può più permettersi di perdere la propria industria, una fabbrica alla volta, ed è tempo che questo sia chiaro a tutte e tutti”.

Sciopero e manifestazione a Cerreto d’Esi

Una grande manifestazione nazionale oggi a Cerreto d’Esi, con lavoratrici e lavoratori arrivati da tutti e cinque gli stabilimenti Electrolux italiani. Una mobilitazione unitaria alla quale Forlì ha partecipato con due pullman di lavoratrici e lavoratori organizzati da FIM, FIOM e UILM. «Da Cerreto arriva una posizione netta: un NO categorico, compatto e irrevocabile al piano Electrolux. I cinque stabilimenti si difendono insieme». È quanto dichiarano congiuntamente CGIL Forlì Cesena, CISL Romagna, UIL Forlì, FIOM CGIL Forlì Cesena, FIM CISL Romagna e UILM UIL Forlì.

«Forlì è pienamente dentro questa vertenza nazionale. Come organizzazioni sindacali e categorie dei metalmeccanici continueremo a sostenere questa vertenza fino a quando sarà necessario: resisteremo un minuto in più di Electrolux». Per lo stabilimento forlivese sono ancora previsti 297 esuberi: 214 operai della produzione e 83 lavoratrici e lavoratori dello staff. Gli addetti operai produttivi passerebbero dagli attuali 584 a 370 nel 2028, mentre i volumi complessivi scenderebbero da circa 1,58 milioni a 1,187 milioni di pezzi.

«Non è una prospettiva industriale accettabile. Una riduzione di queste dimensioni dell’occupazione e dei volumi produttivi compromette la tenuta dello stabilimento di Forlì e ne mette in discussione le prospettive future. Per questo chiediamo non soltanto il ritiro degli esuberi, ma un piano industriale credibile, con investimenti, nuovi prodotti, volumi e carichi di lavoro adeguati, capace di garantire nel tempo la piena continuità produttiva del sito».

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