Forlì. Crisi del settore metalmeccanico: la Fim Cisl lancia l’allarme

Dalla fabbrica di Forlì ai cancelli presidiati di Cesena: nella provincia la crisi del metalmeccanico ha più volti. Electrolux, Flash Control e Sacim sono le vertenze che la Fim Cisl Romagna segue con maggiore preoccupazione, in un territorio dove a soffrire sono soprattutto le piccole e medie imprese.

A Forlì è centrale la vertenza Electrolux, uno stabilimento importante e fondamentale per la Romagna la cui sorte è legata a doppio filo con il territorio con ricadute nell’indotto di componentistica, cablaggi, stampaggio lamiere e minuteria metallica, che subisce il ridimensionamento del settore del bianco. «Il piano presentato a maggio prevedeva la riduzione di 1.719 addetti su 4.505, il taglio del 18% della capacità produttiva e la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi, con 170 occupati – spiega il sindacato –. Il nuovo piano illustrato al Mimit il 5 ottobre prevede niente licenziamenti unilaterali, fino a 1.250 uscite volontarie e incentivate in tre anni e 90 milioni di euro di investimenti, con un progetto di reindustrializzazione e riqualificazione del personale per Cerreto d’Esi». Per Fim Cisl è un passo avanti rispetto al piano di maggio, ma non basta. Al prossimo incontro del 29 ottobre il sindacato chiederà un piano industriale concreto, che leghi investimenti, prodotti, volumi, competenze e occupazione.

Il settore

La vicenda Electrolux si inserisce in una crisi più ampia del settore del bianco. Secondo il report, nel 2025 in Europa si sono vendute meno di 80 milioni di elettrodomestici, contro i 90 milioni precedenti al Covid, mentre la quota dei marchi asiatici è salita in pochi anni dal 14% a quasi il 50%. In Italia la produzione si è fermata sotto i 10 milioni di pezzi, ben lontana dai 30 milioni degli anni Duemila. Il ridimensionamento ricade direttamente sulle piccole e medie imprese dell’indotto, per le quali il sindacato chiede da tempo un tavolo di settore che finora è stato convocato una sola volta. A Cesena è aperta la vertenza Flash Control, azienda metalmeccanica con circa 30 dipendenti per la quale il Tribunale di Roma ha dichiarato, con sentenza del 17 settembre, la liquidazione giudiziale. La Regione Emilia-Romagna ha accolto la richiesta dei sindacati di aprire un tavolo di crisi per individuare gli ammortizzatori sociali e sostenere il reddito dei lavoratori. È inoltre arrivata la manifestazione di interesse di un’azienda del settore per l’affitto di uno o più rami d’azienda, che il sindacato valuterà con attenzione. Sempre nel Cesenate resta da seguire con attenzione Sacim, storica azienda metalmeccanica con oltre cento anni di attività per la quale nell’ottobre 2025 è stata aperta la liquidazione giudiziale. Il sindacato guarda inoltre con attenzione a Celli, Sacmi, Trevi e Soilmec, realtà importanti per l’economia e l’occupazione romagnola, per le quali le preoccupazioni riguardano l’evoluzione del quadro industriale e la tenuta occupazionale, soprattutto nell’indotto. «Servono investimenti e politiche industriali da Governo ed Europa, e il costo dell’energia resta la priorità – conclude il sindacato –. Come Fim Cisl Romagna continueremo a seguire ogni vertenza del territorio, insieme alle altre organizzazioni sindacali, con un obiettivo preciso: difendere il lavoro e mantenere in Romagna competenze, industria e occupazione».

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