Forlì, cresce l’allarme povertà nel rapporto Caritas

Forlì
  • 12 giugno 2026

Oltre 500mila euro distribuiti per sostenere le famiglie attraverso il microcredito, quasi 1.200 persone alle porte dei centri di ascolto, oltre 26.650 pasti serviti ogni anno. Sono i numeri del 17° Rapporto povertà e risorse 2025 della Caritas diocesana di Forlì-Bertinoro, un documento che fotografa con precisione chirurgica il volto nascosto delle fragilità nella città. Nel 2025 i due Centri di ascolto diocesani, il Buon Pastore e Casa Betania, hanno incontrato 1.198 persone, per un totale di 1.844 beneficiari contando i familiari a carico. Un dato in leggero calo rispetto al picco del 2024, ma che non racconta una regressione del disagio quanto una sua trasformazione poiché la complessità delle situazioni è in aumento. Unendo i dati diocesani con quelli parrocchiali, le persone che hanno ricevuto direttamente aiuti erogati quali sostegni economici, beni materiali o servizi, sono stati complessivamente 4.726. Chi bussa alle porte della Caritas ha mediamente tra i 35 e i 64 anni, la fascia più presente per il quarto anno consecutivo, ed è per il 63% uomo. Se il 67% degli utenti è di origine straniera, il numero degli italiani che si rivolgono ai servizi resta stabile. Il problema casa, sempre più urgente e sempre più complesso, domina i colloqui degli operatori. I casi di sfratto sono aumentati, ma stavolta non solo per morosità: sempre più famiglie vengono messe alla porta semplicemente perché il contratto è scaduto e il proprietario non lo rinnova. Il mercato degli affitti forlivese è diventato inaccessibile per le categorie fragili, in primis anziani soli, nuclei monogenitoriali, famiglie numerose. Altro ambito di criticità è l’indebitamento: nel 2025 sono state numericamente maggiori le famiglie interessate da azioni di recupero di credito da parte degli enti corrispondenti. Spese come la Tari, multe, il bollo auto diventano macigni per chi fatica già a pagare le bollette invernali. Il Fondo di Solidarietà, lo strumento finanziario nato nel 2008 grazie alla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, si è riunita 23 volte durante l’anno, esaminando 313 domande di aiuto, di cui 286 accolte. Dal primo gennaio 2025, le erogazioni hanno raggiunto i 90.030 euro. Le voci che assorbono la fetta più grande delle risorse sono le utenze domestiche e le spese sanitarie rappresentando rispettivamente il 70,02% e il 14,82% delle erogazioni effettuate. Parallelamente, il progetto di Microcredito, avviato nel 2024 in risposta ai danni dell’alluvione del maggio 2023 e gestito insieme alla Bcc ravennate forlivese e imolese, ha erogato complessivamente 503.700 euro in 107 pratiche finalizzate, con una quota media di circa 4.700 euro a famiglia. Nel 2025, però, la natura delle richieste è cambiata: non più riparazioni post-alluvione, ma debiti pregressi, acquisti necessari, spese mediche. Il microcredito, nato come risposta a un’emergenza, si sta trasformando dunque in presidio permanente contro la povertà strutturale. Gli operatori dei centri di ascolto segnalano un aumento delle problematiche psicologiche tra le persone incontrate: aggressività, isolamento, barbonismo domestico, accumulo seriale di oggetti. E poi, in modo esplicito e allarmante, il rapporto annota un aumento di persone che hanno tentato il suicidio. Le dipendenze aggravano il quadro: alcol, droghe, ma soprattutto il gioco d’azzardo che funziona da moltiplicatore di fragilità. Sul fronte dell’accoglienza, nel 2025 sono stati ospitati 213 persone nelle strutture Caritas di cui 120 uomini e 93 donne. Le due mense diocesane, il Buon Pastore e la San Francesco, hanno servito un totale di pasti che supera i 46mila.

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