Forlì. Contributi a fondo perduto per le nuove attività che aprono in centro: solo 5 domande e il Comune proroga il bando fino al 2 marzo

Forlì

Il rilancio del centro storico si scontra con una realtà più tiepida del previsto. Alla scadenza del bando comunale per la concessione di contributi a fondo perduto destinati all’apertura di nuove imprese, i numeri parlano chiaro: solo 5 domande sono pervenute agli uffici del Municipio. Un risultato che, seppur modesto, non è troppo distante dalle aspettative delle associazioni di categoria, che da sempre hanno il polso della situazione. «Prima di tutto si tratta di un bando sperimentale – spiega il vice direttore di Confesercenti, Fabio Lucchi –. Nessuno si era illuso di avere, alla fine, grandi numeri, considerando la difficoltà che le imprese stanno affrontando. E’ un dato figlio della situazione che viviamo oggi». Di fronte a questa timida risposta, l’Amministrazione ha deciso di correre ai ripari con la proroga dei termini, inizialmente fissata per lo scorso 31 gennaio. La data ultima per presentare le istanze è stata spostata al prossimo 2 marzo. L’obiettivo è duplice: dare ossigeno a chi non è riuscito a completare le pratiche in tempo e, soprattutto, evitare che gran parte delle risorse resti inutilizzata. Non per forza, quindi, la contenuta risposta delle imprese, specialmente di quelle legate al comparto moda, è da leggere negativamente, considerando il plafond di 60mila euro stanziato dall’Amministrazione per incentivare il commercio di prossimità in centro storico. «Una nuova attività certamente non sceglie di aprire con un contributo a fondo perduto di tale portata – non lo nasconde il direttore di Ascom-Confcommercio, Alberto Zattini –. Però, essendo le risorse già stanziate, tanto vale fare un tentativo ulteriore. Una decisione, quella dell’Amministrazione, presa nell’ottica di sondare il terreno e vedere se c’è chi vuole accedere all’aiuto economico in un secondo momento. Spesso quando si tratta di contributi a fondo perduto non c’è la conoscenza necessaria da parte di chi dovrebbe fare domanda». La proroga, perciò, potrebbe essere un incentivo. «E’ una scelta di buon senso e un’operazione intelligente – prosegue Lucchi –, visto che i fondi non sono esauriti. Magari c’è qualcuno che ha in mente di farsi avanti ma non ha chiuso l’accordo per i locali o non ha definito il proprio progetto. Se spostare i termini ci consentirà di avere domani anche sola un’impresa in centro storico rispetto ad oggi, allora ben venga questa decisione. Siamo tutti consapevoli che le azioni per rivitalizzare e sostenere il commercio non si esauriscono con questo bando, anzi con uno sforzo corale si stanno cercando diverse soluzioni». Ed è proprio al futuro che guarda Ascom, dopo la critica mossa qualche settimana fa sugli incentivi messi a disposizione dal Comune. «Insieme al sindaco – conclude Zattini – è partito un ragionamento su interventi più robusti da mettere in campo. L’ultima parola spetta a lui, ma al momento non si scarta nessuna ipotesi. L’interesse comune è quello di procedere su una strada nuova, pur tutti consapevoli della situazione in cui oggi si trovano le piccole medie imprese».

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui