Forlì, consiglio comunale annullato: l’opposizione attacca

L’estate forlivese si accende, ma non per il dibattito in aula. L’annullamento della seduta del Consiglio comunale prevista per oggi, giustificato ufficialmente da una «mancanza di argomenti», ha scatenato un durissimo scontro politico tra le forze di minoranza e la giunta guidata dal sindaco Gian Luca Zattini.

Il rinvio della seduta apre di fatto un lungo periodo di stop: dal 30 giugno alla fine di settembre, l’assemblea cittadina si riunirà una sola volta, il prossimo 28 luglio. Una sosta che, sommata a quella invernale (da fine dicembre a metà febbraio), porta l’opposizione a calcolare che per un terzo dell’anno l’organo democratico della città rimanga di fatto paralizzato.

Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e Rinnoviamo Forlì non usano mezzi termini e parlano di un fatto grave che mette a nudo la mancanza di una visione strategica per la città. «Viene fuori in maniera inequivocabile che l’Amministrazione è priva di argomenti da portare alla discussione e che la città continua ad essere governata giorno per giorno, senza interrogarsi sul futuro», attaccano dai banchi della minoranza. Secondo l’opposizione, mentre la Giunta «galleggia nell’ordinaria amministrazione», restano sul tavolo i nodi cruciali per il territorio: dal nuovo Piano urbanistico generale (Pug) non ancora varato, alle casse comunali in affanno, fino al destino di aree strategiche come l’ex Eridania, il Foro Boario e il Ronco Lido.

Oltre al merito politico, c’è la critica sul metodo democratico. L’annullamento della seduta ha infatti fatto slittare numerose mozioni e interrogazioni presentate proprio dalla minoranza. «La mancanza di argomenti riguarda solo il centrodestra», incalzano gli esponenti dell’opposizione, accusando la maggioranza di mostrare da anni «insofferenza» verso il confronto e di essere logorata da dissidi interni e cambi di casacca, «col solo obiettivo di tirare a campare verso il 2029».

Non si è fatta attendere la risposta dell’Amministrazione, che respinge fermamente le accuse di pigrizia. Insomma, il minor numero di delibere portate tra i banchi dell’assise cittadina non è sinonimo di stop ai lavori. «Temi cruciali come il Pug e il Piano Strategico stanno proseguendo regolarmente il loro iter amministrativo, anche se in questa specifica fase non necessitano del passaggio in Consiglio comunale», sottolinea l’Amministrazione. La macchina comunale rivendica, inoltre, una visione lungimirante che permette di gestire i lavori lungo tutto l’anno. «Se trattiamo troppe delibere d’emergenza, come possono essere le variazioni di bilancio, non va bene – concludono dal Municipio –. Se rimandiamo e programmiamo il lungo periodo, non va bene comunque. Delle due, l’una».

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