Forlì, Confindustria premia cinque “visionari”

Un drone subacqueo a forma di pesce, con pannelli solari nelle pinne e un sonar al posto degli occhi, capace di segnalare le ostruzioni dei corsi d’acqua e di raccogliere i rifiuti lungo il suo pattugliamento. È l’idea che ha conquistato la platea di “Giovani Visionari”, l’iniziativa rivolta alle scuole superiori della provincia nell’ambito dell’evento “Visioni – innovare oltre gli orizzonti”, la giornata promossa da Confindustria Romagna che ieri ha riempito il San Giacomo di Forlì, tra le voci dei giovani del mattino e i protagonisti del pomeriggio. Il concorso, rivolto alle scuole superiori di Forlì-Cesena, ha coinvolto quasi 200 studenti. A vincere è stata la classe 5G dell’Ipsia Comandini di Cesena con “Savietto”, il prototipo di pesce robotico. Al secondo posto “Mimesi”, della 4 transizione ecologica e digitale del liceo scientifico Paulucci di Calboli di Forlì. Terzo gradino del podio per “Etichette d’autore”, firmato dalle classi 5E elettrico elettronico e 5G manutenzione e assistenza tecnica del Comandini.

I 5 visionari

Nel pomeriggio, il momento centrale dell’evento: la consegna dei premi a cinque personalità che si sono distinte per la capacità di guardare oltre il presente, generando innovazione, conoscenza, cultura e sviluppo. Per la categoria Impresa, il premio “Steno Marcegaglia” è andato a Monica Zoli. Per la Comunicazione sono stati premiati Mara Moschini e Marco Cortesi, per l’Arte Nicola Samorì, per la Cultura Roberto Mercadini e per Scienza e Ricerca la rettrice Antonella Polimeni.

«Credo che ognuno viva il momento della visione con un taglio del tutto personale - afferma Samorì - nel mio caso sostanzialmente il fallimento dell’imitazione: cercare di diventare qualcos’altro e scoprirsi, poi, per quello che si è».

«Si può essere sempre nuovi adottando una prospettiva diversa - ha detto Mercadini -. Siccome cambia il mondo e i problemi, è sempre possibile avere una visione diversa».

«Innovare in ambito comunicativo - affermano Moschini e Cortesi - oggi è una bella sfida, significa soprattutto cercare di capire di cosa la gente ha bisogno nel profondo. Noi raccontiamo storie, di coraggio, che ci permettono di capire come interpretare il nostro futuro».

«Non abbiamo voluto creare semplicemente un premio, ma uno spazio di incontro tra esperienze differenti - ha sottolineato Mario Riciputi, presidente Confindustria Romagna-. Perché le imprese hanno certamente bisogno di tecnologie, di investimenti e di infrastrutture, ma hanno altrettanto bisogno di esempi, di storie che aiutino a comprendere che innovare significa andare oltre all’installazione di nuovi beni strumentali, materiali e immateriali».

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