Forlì, con musica e luce Dardust ha aperto l’Auditorium Conad

L’Auditorium Conad Città di Forlì conferma la sua natura di spazio aperto a tipi diversi di musica, ospitando il pianista e compositore, nonché produttore e discografico, Dardust nella serata di inizio della programmazione autunnale di venerdì. «La risposta del pubblico per l’inaugurazione della stagione musicale dell’Auditorium è stata straordinaria – commenta l’amministratore delegato di Cia-Conad Luca Panzavolta – e conferma appieno il valore delle scelte artistiche che sono state compiute. Personalmente poi sono rimasto impressionato dalla qualità dell’acustica. Come Cia-Conad crediamo fortemente nell’importanza di investire nella cultura e nel territorio: siamo orgogliosi di avere contribuito a dotare Forlì di uno spazio unico nel suo genere».

Con il suo “Urban Impressionism”, Dardust (Dario Faini) ha accolto il pubblico in entrata con una tessitura di suoni tipicamente urbana, fra urli di sirene e ringhi di motori. Spettacolo di parole e musica, luci e suoni elettronici, “Urban Impressionism” dichiara infatti l’intenzione dell’autore di portare il colore della musica nel bianco e nero delle periferie, «luoghi irrisolti: metafore dell’irrisolto che portiamo dentro di noi».

L’artista, vestito di nero, e poi in total white per i richiestissimi bis, ha raccontato quindi l’influenza sulla sua musica della Francia e dell’Impressionismo, e del brutalismo. Attingendo da Herman Hesse a Federico Faggin, ha disseminato inoltre la presentazione dei brani di riflessioni: sul valore della caduta, che non necessariamente implica fallimento, o sulle ferite, che permettono la rinascita. Intrigante il disegno delle luci dello spettacolo, ventagli di pulviscolo luminoso chiamati a illuminare il pianoforte e il musicista. Conclusione inclusiva, con gli spettatori in piedi a ritmare a suon di “clap” le sequenze sonore indicate da Dardust.

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