«Ci sembra di essere presi in giro». Non usano mezzi termini i residenti della frazione di Ladino dopo la decisione della Provincia di installare un semplice cartello di pericolo ai piedi del cipresso bicentenario, situato proprio all’incrocio tra via del Partigiano e via Ladino. Una misura che ha il sapore della beffa per chi, da tempo, chiede un intervento concreto di manutenzione su un albero monumentale ormai visibilmente in sofferenza. «Se questa è la risposta al nostro appello, è ridicolo – commenta amaro Gabriele Brunelli, membro del Comitato di quartiere e portavoce dei cittadini –. Avevamo chiesto agli enti competenti di prendersi cura dell’albero, che ha bisogno di una potatura urgente visto che i rami secchi rischiano di spezzarsi da un momento all’altro e cadere lungo via del Partigiano, un’arteria piuttosto trafficata. Una richiesta avanzata proprio per evitare il peggio, non per vederci piantare davanti solo l’apposita segnaletica».
La preoccupazione nella zona resta altissima. Un gigante di oltre due secoli rischia di trasformarsi in un pericolo costante per automobilisti e passanti. Una paura concreta che aveva spinto una trentina di cittadini a firmare una petizione per chiedere un intervento urgente e definitivo alle istituzioni preposte. La questione, d’altronde, viene da lontano. «L’albero sta soffrendo ed è messo male – spiega Brunelli –. Purtroppo è un problema ventennale: probabilmente il passaggio prolungato dei mezzi pesanti ha danneggiato e compromesso il sistema radicale negli anni». A spaventare di più è la combinazione tra lo stato della pianta e la viabilità. Con le recenti ondate di maltempo e le forti raffiche di vento, il timore che un grosso ramo secco possa staccarsi e colpire i veicoli in transito si fa sempre più reale. Via del Partigiano è una strada ad alto scorrimento dove spesso i limiti di velocità non vengono rispettati, rendendo ogni eventuale crollo un potenziale dramma per la sicurezza pubblica.
A confermare la preoccupazione dei cittadini e il quadro critico sono gli stessi dati ufficiali. Il registro degli alberi descrive il cipresso come una pianta dal «fusto eretto e chioma compatta, ma con molti rami secondari ormai secchi». La scheda tecnica certifica uno stato di salute “mediocre”, un’altezza di 15 metri e un’età stimata di ben 205 anni.