Forlì, chiesa della Santissima Trinità: nuovo cantiere per il restauro

Forlì

«Con questo intervento – dichiara il parroco del Centro storico, don Antonino Nicotra – ci prefiggiamo l’obiettivo di preservare un bene unico nel suo genere, rendendolo veramente fruibile a tutti».

Apre un nuovo cantiere di restauro alla chiesa della Santissima Trinità. Ai primi di agosto inizieranno i lavori per la sistemazione del piazzale esterno.

L’obiettivo è recuperare la pavimentazione, per consentire l’accesso sicuro di anziani e persone con disabilità alla chiesa, alla Sala Melozzo e all’arena. Inoltre, visti gli eventi naturali estremi sempre più frequenti, si interverrà per migliorare il deflusso delle acque dal piazzale. I lavori hanno un costo di 180mila euro, finanziati con un contributo comunale di 39mila euro, proveniente dalla quota dei proventi degli oneri di urbanizzazione secondaria destinata alle confessioni religiose, e per la restante parte con risorse proprie della parrocchia, che dovrà comunque accendere un mutuo per arrivare a coprire la somma necessaria.

«In concreto – dichiara il progettista e direttore dei lavori, Emanuele Ciani – dal sagrato rimuoveremo la pavimentazione esistente, ormai fortemente degradata, per sostituirla con un’altra in pietra alberese di colore grigio-blue, simile a quella già presente nelle zone limitrofe. Il nuovo piano di calpestio avrà dislivelli interni inferiori ai 2,5 centimetri e larghezze idonee al passaggio anche delle persone diversamente abili. Il progetto complessivo prevede anche interventi di contrasto dell’umidità interna, visibile ad occhio nudo nei muri. In accordo con la soprintendenza – precisa Ciani – andremo a realizzare una guaina perimetrale a protezione del monumento, previo rinzaffo (intonaco deumidificante) a difesa dei muri perimetrali (centimetri 50 contro terra) della chiesa a ridosso del marciapiede e realizzazione di tubo drenante per rallentare l’umidità di risalita.

Costruita su resti paleocristiani del IV secolo, la chiesa della Santissima Trinità è il più antico centro di culto cristiano di Forlì. Secondo lo storico Paolo Bonoli, l’edificio fu per qualche tempo cattedrale, tant’è che vi trovò sepoltura il primo vescovo della città. Studi più recenti hanno confermato questa tesi, sostenendo tuttavia che a partire dal 1176, anno di costruzione della basilica di San Mercuriale, le reliquie del patrono sono sempre rimaste custodite nella chiesa a lui dedicata. L’edificio attuale tradisce le pesanti trasformazioni subite dal 1782 al 1788 per volontà dell’arciprete Francesco Quartaroli, che ne invertì persino l’assetto. Tra le tante opere d’arte custodite all’interno spicca il monumento funebre a Domenico Manzoni, scolpito nientemeno che dal grande Antonio Canova.

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