Forlì, centrali Bess in via Oraziana: la rabbia del Comitato cittadino dopo la Commissione

Forlì
  • 02 agosto 2026

Il Comitato cittadino di Poggio, Malmissole e Durazzanino esprime tutto il proprio sdegno e incredulità a seguito della commissione consiliare, convocata, almeno secondo le intenzioni, per approfondire e chiarire l’impatto della prossima realizzazione di tre nuove centrali Bess lungo via Oraziana. Un incontro che, secondo i rappresentanti del territorio, non ha fatto altro che riconfermare la «totale indifferenza e impreparazione» delle istituzioni locali nei confronti della comunità.

Al centro della protesta c’è il progetto di realizzazione di nuovi impianti a ridosso delle zone abitate, un intervento che i residenti vedono come una minaccia irreparabile per la salute pubblica e l’ambiente agricolo circostante. Secondo il Comitato, quasi nessuna delle osservazioni presentate con largo anticipo dai cittadini è stata presa in esame. La discussione si sarebbe limitata a un’esposizione superficiale dei progetti da un punto di vista puramente tecnico e legale, evitando accuratamente un reale approfondimento sui rischi sanitari e sull’impatto complessivo sulla qualità della vita delle famiglie. «Ho assistito allibito a quella che sembrava essere un’assemblea studiata a tavolino per paventare una trasparenza su questo tema che invece non c’è mai stata – attacca duramente il presidente pro-tempore del Comitato, Loris Reggiani –. Uno sterile gioco allo scarica-barile mentre sembravano tutti, o quasi, d’accordo sull’avanzamento dei progetti. Quattro ore buttate tra le mezze verità dei tecnici della società proponente, con slide da scuole elementari, la fastidiosa compiacenza dei Vigili del Fuoco che ben si sono guardati dal dovuto approfondimento che la questione meriterebbe e l’intervento di Arpae che ha interpretato l’applicazione di una legge regionale al contrario di come era stata interpretata dal presidente di Regione, Michele De Pascale, solo qualche ora prima».

Il punto più critico del dibattito resta però il ruolo del primo cittadino. Il Comitato fa appello alle precise responsabilità che la legge affida alla massima autorità locale in materia di sanità e sicurezza. «Avevamo mandato le nostre osservazioni con ampio anticipo perché tutti avessero il tempo di prepararsi a dare risposte consapevoli ed esaurienti, osservazioni che evidentemente sono state prese e buttate direttamente nel cestino – prosegue Reggiani –. La legge prevede che il sindaco sia il primo responsabile della salute pubblica, ma al momento non ha mai voluto confrontarsi con noi. Siamo riusciti a parlare con De Pascale, ma non con lui. È paradossale».

La battaglia, assicurano da Poggio, Malmissole e Durazzanino, è comunque tutt’altro che finita. Il senso di frustrazione si sta già trasformando in azione concreta. «Avremo presto un confronto con i nostri legali e decideremo come procedere, attivandoci con tutti i mezzi a disposizione per perseguire il nostro legittimo obiettivo: queste centrali non possono, non devono essere costruite così vicino alle abitazioni», conclude Reggiani.

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